Incontro con Matteo Festa dell’Azienda Agricola San Giovanni – o la follia del Grana Padano …

Sono da poco passate le ventidue e Matteo, 27 anni, titolare con i familiari dell’Azienda Agricola San Giovanni nella pianura che da Chiari degrada verso Urago D’Oglio, inizia a dare segni di cedimento. Ci chiede scusa ma settimane lavorative fatte di sveglie alle 5 del mattino, 7 giorni su 7, ad una certa ora, complice una bottiglia di Roero di Correggia si fanno sentire. Riprenderemo il discorso sul suo Grana Padano un’altra volta forti di aver trovato una persona di grande passione che, nonostante i folli prezzi imposti dal mercato, continua nella sua opera. Parleremo inoltre di un progetto appena abbozzato in questa occasione: realizzare un Grana Selezione lavorando sulla filiera alimentare di un numero ristretto di capi per produrre un “Padano” di qualità superiore. Sì, perché pagare un suo formaggio stagionato più di 48 mesi quanto una mediocre formaggella industriale – 8 euro al kg – è per noi pura follia.

Azienda Agricola – Caseificio San Giovanni di Matteo Festa,  Chiari  / Brescia

7 commenti Aggiungi il tuo

  1. liloni adriano ha detto:

    vogliono strozzare ed uniformare tutto e’ un progetto ampio….
    io dico no …basta solo creare un reticolo di consumatori consapevoli…..8 euro per un grana padano? con cosa lo fanno?
    Rivolta gastronomica, ma la gente lo sa quanto latte ci vuole per fare un chilo di grana consapevole e buono?
    e’ come per l’olio….come fate ignoranti a comprare un litro di olio gardesano o non a 6 euro litro? lo sapete che ci vogliono almeno 6 chili di olive frantoiarle imbottigliare?
    ignoranti e bastarda la GDO MAFIOSA che obbliga a prezzi stracciati i produttori seri ……creiamo una distribuzione alternativa …io sto lavorando al progetto da anni ma da solo posso fare i salti mortali ma non basta…..
    Liloni Adriano

    1. federicobellagente ha detto:

      La tragedia Adriano è che i produttori seri come i Festa sono costretti a fare i salti mortali nell’attesa di tempi migliori!!

    2. Carlos Mac Adden ha detto:

      Il tutto meriterebbe ampie riflessioni, creare una rete di distribuzione alternativa non è cosa facile. I consumatori, specie nella fase attuale, sono molto sensibili al parametro prezzo giungendo spesso, anche in maniera inconsapevole, a non domandarsi neppure la genesi dello stesso. Del resto è cosa nota la crisi profonda dei produttori di Parmigiano Reggiano con il paradosso di un prodotto che ci fa onore nel mondo e non riesce più ad assicurare il margine corretto a chi lo produce … La Grande Distribuzione Organizzata ha come principale, talvolta unico, motivo d’esistenza il profitto e impiega ogni risorsa del marketing e della comunicazione per assicurarsi il maggior numero di clienti: i formaggi come il Parmigiano e il Grana Padano sono utilizzati per la loro indubbia capacità di “richiamare” contatti e questo travalica ampiamente il prodotto stesso. Aumentiamo la qualità e troviamo modalità alternative di vendita per assicurare ai produttori capaci le giuste remunerazioni e gratificazioni al loro lavoro.
      Chiudo questo commento invitando tutte le persone a un dibattito serio, costruttivo e non distruttivo e, anche quando scappano o sono più che motivate, a contenere l’utilizzo di espressioni “forti”: se non altro ci distingueremmo dalla pletora di volgarità e insulti che innondano la rete.
      Devo inoltre ringraziare Adriano Liloni, ancora un grande e sincero “in bocca al lupo” per l’imminente raduno dei Sovversivi del gusto, per aver dato il “LA” ai commenti di questo blog che vorremmo davvero partecipato e propositivo.

  2. Matteo festa ha detto:

    Inizio con il ringraziare “lo scultore” sia per l’ottima cucina sia per la bella ed interessante chiacchierata!

    Di rado mi capita di trovare persone che riconoscano l’impegno e le difficoltà di un piccolo produttore come me, ed il valore aggiunto che ciò da al mio prodotto.

    Io allevo animali per la produzione di formaggio e non semplicemente per il latte, produciamo ed affiniamo il Grana in cascina e seguo personalmente ogni fase della filiera. Insieme di cose che mi consente, grazie anche alla lunga stagionatura, di proporre con formaggio con un “qualcosa” in più.

    Ma sovente mi trovo a dovermi confrontare con realtà produttive, quali i grossi caseifici che trasformano mostruose quantità di latte, producenti formaggi standardizzati e del tutto anonimi. Prodotti che la GDO aprezza, in quanto economici e facilmente conservabili, e vende a consumatori distratti e sonnacchiosi, i quali amano la formula magica ” Made in italy” ma a lato pratico non si interessano se i prodotti son realmente prodotti in Italia, vedesi le mozzarelle blu, figuriamoci se prodotti da piccolo produttori (scusate il gioco di parole)

    E noi veniamo schiacciati da quest’ingranaggio costretti a vendere a prezzi bassi, d’altronde non si vive, sfortunatamente, di sole passioni.

    Ringrazio Federico per lo spazio offertomi!!

    Saluti Matteo

  3. liloni adriano ha detto:

    bah e’ tardi la butto li’ signor Matteo, e fare una scappatina all’agreste convegno?
    la conoscerei volentieri e la metterei assieme ad altri produttori per ristabilire un po’ di giustizia…..culinaria. devo ricredermi anch’io sul grana padano…quello in circolazione sembra lattex misto a silicone, bruttissima abitudine mettere i formaggi sotto vuoto….
    saluti

    1. Matteo Festa ha detto:

      Mi fa piacere le sia piaciuto il mio Grana Padano.
      Si riferisce all’incontro di domenica a Soprazocco?
      Mi spiace ma domenica ho impegni di lavoro, c’è da irrigar il mais, ma sicuramente per la prossima volta !!!

      Saluti Matteo

  4. liloni adriano ha detto:

    ci siamo fino alle 18 e poi alla sera convivio da me con pasta biologica…..non e’ lontanissimo se vuole fare una scappata.

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