Tra incanto e disincanto – Paola Baratto

Arrivo qualche minuto in ritardo: ho cercato invano la copia di Carne della mia carne nell’obbligato disordine della mia libreria. Paola Baratto mi aspetta seduta su una delle poltroncine da cinematografo all’ingresso dello Scultore. Pochi istanti per le presentazioni e per passare a un non forzato “tu”, poi due ore conversando di libri, principalmente i suoi, di cibo, di Brescia. Ho letto solo un titolo della sua produzione suggeritomi,  con non celato entusiasmo, dalla mia “consulente” preferita in una cartolibreria bresciana. Ricordo di averlo letto quasi d’un fiato, dopo un primo e un poco tentennante approccio, avvinto dalla materia trattata: la contrapposizione tra chi avendo tutto può permettersi  inusitati progetti  – la mia carne del titolo – e chi vive, quasi, alla giornata. A fare da trait d’union, una disillusa, ma non totalmente vinta, figura d’uomo che si destreggia tra fornelli e manicaretti destinati alla famiglie “bene” della città.

La copertina di Saluti dall'esilio

Vivo tra “incanto e disincanto” mi dice Paola, scontando la lucidità e la facoltà critica che “viene dalla scrittura”, ed è forse in questo dualismo, sostanzialmente conflittuale, che è possibile trovare un filo conduttore tra i sempre diversi argomenti dei suoi romanzi. Dall’Irlanda dei suoi esordi, quelli pubblicati, di La cruna dell’Ago (TÍR NA N OG) all’apologo del suo ultimo lavoro, Saluti dall’esilio, passando per il già citato Carne della mia carne e per quel Di Carta e di Luce che fanno dire a Giorgio Pent in Tuttolibri La Stampa: “Paola Baratto è una scrittrice tanto vera quanto sconosciuta. Di Carta e di Luce, edito nel 2001 …, era un romanzo originale quanto perfetto, davvero da caso letterario nella sue dinamiche da parabola fanta-sociologica”. Quanto pesa questo giudizio del 2007, più che positivo ma che mette in risalto una certa disattenzione del mercato nazionale? “Io scrivo per i miei libri”, affermazione che non vuol essere snobistica indifferenza ma presa d’atto del proprio modo d’essere e di porsi. Ritornando  a quella che di fatto è la mia esperienza dei suoi scritti, le chiedo che valore ha per lei il cibo “in casa mia era importante, sono stata abituata ad apprezzarlo già dai miei genitori”, “ora ci stanno abituando a un cibo omologato, appiattito, fatto di pochi e semplici gusti”, e ancora “un cibo vero può anche non piacere, colpire, ma va provato, così come un’opera d’arte: ora si propongono alimenti costruiti per soddisfare il gusto medio, di quante più persone possibili …”

Poi Brescia, vissuta non sempre facilmente, responsabile di più d’una disillusione ma di fatto città dove ha vissuto ed opera. La rassicuro, mi viene d’istinto, MiB pur essendo fortemente calato in questa realtà vuole essere progetto di ampio respiro, senza gabbie o integralismi di sorta, del resto un’identità senza confronti ha il suono di sostanziale paradosso.  Ci aiuterai, Paola, a segnalare e far conoscere altri scrittori che con te condividono il luogo geografico? Un accenno di sorriso, è un sì …

Paola Baratto nasce a Brescia, in una famiglia con radici in più regioni d’Italia.  Suo primo romanzo ad essere pubblicato è “La cruna del Lago – Tír na n Og”. Per la pubblicazione l’autrice si affida ad un piccolo, ma serio, editore bresciano, “Ermione”, che con “La cruna del lago” inaugura la collana di narrativa. Il romanzo esce nel maggio 1994. Nel 1998 pubblica la fiaba d’ambientazione gallese “Mac y Moc cantava i sogni”, nell’ottobre dello stesso anno  pubblica il suo secondo romanzo “Finisterre”. L’editore è Zanetti di Montichiari. Nel novembre 2000 pubblica il terzo romanzo, “Di carta e di luce”, sempre per l’editore Zanetti. E’ maturo il momento di ampliare l’orizzonte di riferimento e Paola Baratto entra nel catalogo della Manni, editrice che nel novembre 2005 pubblica il suo quarto romanzo intitolato “Solo pioggia e Jazz”  Nell’aprile 2007 è sempre Manni a dare alle stampe “Carne della mia carne”, il quinto romanzo ed è ancora Manni, nel febbraio 2010, a pubblicare “Saluti dall’esilio”, il sesto romanzo. (adattato dalla biografia del sito ufficiale)

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. liloni adriano ha detto:

    molto interessante…….me li procurero’.

    1. Carlos Mac Adden ha detto:

      Senz’altro reperibile l’ultimo titolo, come penso anche i restanti due per i tipi dell’editrice Manni, credo meno agevole il procurarsi i libri usciti per Zanetti e, a detta di Paola Baratto, impossibile trovare La cruna dell’ago pubblicato da Ermione. Lascio all’autrice ulteriori commenti ma già l’aver “conquistato” un nuovo lettore mi pare assolutamente positivo …

  2. Carlos Mac Adden ha detto:

    Manni, la sua casa editrice praticamente da sempre dopo gli esordi, pubblica in questi giorni il nuovo libro di Paola Baratto sotto forma di racconti: Tra nevi ingenue. «Di luogo in luogo.
    Per viaggiare, visitare, rivedere nel ricordo – anche letterario. Permangono così atmosfere e suggestioni, immagini lucenti o tenui. Tracce, da cui nascono racconti. Come una flânerie dell’anima. Ogni personaggio ha uno scenario che gli corrisponde, il suo “io mi fermo qui”. Sergio il portico d’una vecchia casa, Louis un bistrot, Vittoria un paese di parole, Bruno un cortile, Mara la brughiera… Per alcuni è ossessione. Per altri confortevole rifugio oppure voluttuosa nostalgia.
    Per tutti sono come paesaggi dentro una boule à neige, che poco basta a risvegliare.»

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