Andrea Bezzi o del casaro intelligente

Mentre noi saliamo per incontrarlo  Andrea Bezzi scende lungo il sentiero che attraversa Case di Viso, quota 1.753  a nord-est di Ponte di Legno in Val di Viso. Ha tra le braccia una forma di Silter da portare al deposito poco più in basso: “Che sorpresa, arrivo subito”. Il tempo qui, parlo di quello inesorabile degli attimi, ha per me un ritmo diverso, attratto come sono da ciò che vedo intorno, le poche vecchie cascine, una ventina per lo più ristrutturate rispettandone le caratteristiche originali, formano col paesaggio un tutt’uno di suggestiva bellezza, alla nostra sinistra scorre, limpido, il torrente Narcanello. Andrea ci raggiunge poco dopo, al piccolo caseificio  dove d’estate elabora i “suoi” formaggi tutti, rigorosamente, a latte crudo “per mantenere inalterati i sapori e profumi dei pascoli dove si alimentano in modo naturale”. Ecco un primo punto: latte crudo, che pare essere diventato l‘unico crudo che viene combattuto” come efficacemente lo definisce Stefano Mariotti. E per utilizzare quella materia prima Andrea, due sono i fratelli Bezzi, Andrea e Fabio, sottolinea l’obbligo di “avere in caldaia un latte sano e di qualità” che viene ottenuto con “maggiori controlli dei singoli animali, campioni del latte più frequenti, alimentazione mirata, … maggiore benessere di tutta la mandria”.

Iniziano a delinearsi i tratti distintivi di tutte le realtà – le persone – che lavorano con passione, caricando di significati la loro opera. Sono circa 140 i capi dell’azienda agricola F.lli Bezzi, per lo più brune con qualche pezzata rossa, libere per 6 mesi all’anno e nutrite con erba in estate e con fieno locale, integrato da erba medica, mais e semi di lino (per il contenuto in Omega 3), d’inverno. Particolari che possono apparire poco significativi ma che segnano con i precedenti e con altri, la differenza tra prodotti figli di luoghi, cose e persone e quelli figli di non luoghi, non cose, e non persone come si esprimerebbe George Ritzer, il sociologo che ha coniato il termine di McDonaldizzazione. Abbiamo, ho, il piacere di osservare Andrea all’opera: prima una forma di Case di Viso, il suo forse più sentito prodotto a latte intero, mentre il Silter è a latte scremato, poi del burro e infine della ricotta, mentre si scalda il siero destinato a quest’ultima chiedo se propone anche il “fiurit” (derivato camuno del siero dalla vita brevissima), “no, solo se me lo chiedono, ma è più un prodotto della bassa e media valle, non nostro”. Ed è risposta che quasi mi commuove, io che vivo, come la maggior parte di noi, un mondo dove in quasi ogni luogo si fa quasi di tutto, nel sentire che qui si parla di prodotti che appartengono a una parte della valle e non a un’altra …

Parliamo poi del Silter (ma ne parleremo ancora sul blog), il formaggio camuno dalle maggiori potenzialità, gli chiedo come procede il tribolato cammino dell’omonimo consorzio, mi rassicura, si è ricostituito con 13 soci e apprendo che l’iter regionale per il riconoscimento della DOP è terminato, ora il cammino varca i confini italiani, va verso Bruxelles per l’approvazione in sede europea. “Sai Carlos – mi dice Andrea – qui tutti devono rendersi conto che se non ci si muove in questo modo poi lo si sconterà pesantemente”. Ancora una volta i particolarismi, le piccole invidie, le rivalse, gl’interventi di realtà esterne vanno a minare i necessari passi verso comuni intese e non parliamo di cooperative ma di consorzi che, nel pieno rispetto dell’identità di ogni singolo associato, sappiano dare voce comune a produzioni a rischio di estinzione, vittime del disinteresse, della non conoscenza, della speculazione … Mi consolo con assaggi di Case di Viso di 12 e 24 mesi, rispettivamente estivo e invernale, di Silter e non abbandono Andrea prima di averne acquistato due buone porzioni, insieme a burro e ricotta (che assaggerò sia sola che stupendamente abbinata a del miele di rododendro prodotto da un apicoltore di Artogne …). Ed è da questi assaggi che traggo sempre di più la convinzione di quanto sarebbe assurdo e penalizzante perdere questi autentici simboli di un paese, il nostro, ricco come pochi di giacimenti enogastronomici che, nonostante il clamore mediatico, sono sempre più “detti” e sempre meno provati.

 

L’Azienda agricola F.lli Bezzi è presente a Case di Viso nei mesi estivi, in quelli invernali ha uno spaccio a Ponte di Legno, oltre al Silter e al Case di Viso produce anche la Tonalina, un buona base per preparare lo Strachì parat … Le fotografie sono mia opera, una frase di Andrea è tratta da un suo articolo apparso sul numero 1 della rivista Adamello Magazine.

9 commenti Aggiungi il tuo

  1. Carlos Mac Adden ha detto:

    Da circa un anno, nel corso del 2011, Fabio Bezzi ha lasciato l’azienda che resta così interamente affidata ad Andrea. Su di lui, il suo lavoro, i suoi formaggi, ho scritto anche un pezzo per Sapori Bresciani nelle pagine locali del Corriere della Sera: http://bit.ly/PGFiNt

  2. Nella ha detto:

    Bello e meritato articolo. Io lavoro stagionalmente a Ponte di Legno ma vengo dal Sud Italia: una zona – il Sannio Beneventano – dove si ama, si ricerca e si coltiva la genuinità da sempre con ottimi risultati. Da quando ho fatto la conoscenza di Andrea non posso non acquistare i suoi formaggi che poi regalo con grande soddisfazione ai miei parenti più cari. Il formaggio di Andrea è buonissimo così come la ricotta… non ho mai assaggiato il burro. Sono veri nel gusto al palato ed all’odorato. Tra qualche giorno tornerò a comprare ciò che mi consiglierà, con fiducia. È grazie alle persone come Andrea Bezzi che le Culture Alimentari italiane- lattiero-casearia in questo caso – sopravvivono al tutto ovunque… al tutto indistinto al palato ed all’odorato ed oramai anche alla vista.

  3. Carlos Mac Adden ha detto:

    Sono, quasi ovviamente, del tutto d’accordo con lei e mi piace in particolare la chiusa del suo commento «È grazie alle persone come Andrea Bezzi che le Culture Alimentari italiane- lattiero-casearia in questo caso – sopravvivono al tutto ovunque… al tutto indistinto al palato ed all’odorato ed oramai anche alla vista». Di Andrea Bezzi come dico in un precedente commento ho anche scritto in Sapori Bresciani, appuntamente fisso del Venerdì sulle pagine locali del Corriere della Sera. Le sue graditissime parole mi fanno poi sentire un poco in colpa per le mie «assenze» dal blog e la contemporanea voglia di tornare a farlo… Grazie Nella.

  4. Carlos Mac Adden ha detto:

    Ormai mancano solamente gli ultimi riscontri da parte della CE, mi pare giusto riportare il Disciplinare di produzione del Silter a DOP: http://bit.ly/MrzBIZ

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