La Meridiana di Leali: quando olio e vino segnano il tempo di una famiglia

Imbottigliano dagli anni ’60, producono vino da sempre e olio, anzi un olio extravergine monocultivar, che quella è la traccia che mi ha condotto da loro, dal 2005. Tutto ha inizio in quello che era un buon ristorante di Soiano del Lago, il Grillo Parlante; Attilio, il socio in sala, mi porge una bottiglia di olio dall’etichetta essenziale e mi dice “provala e dimmi che ne pensi”. Prima sorpresa, ad appellarlo niente nomi conosciuti ma una sigla che sa di tecnico e sibillino: FS17. Lo si prova ed è simpatia al primo incontro, un bel naso che alterna sentori vegetali a frutta secca e verde, bocca coerente con un ingresso morbido e dolce ma non piatto che viene prontamente vivacizzato  da piccante e amaro, moderati ma persistenti. Qualche ora dopo davanti al monitor scopro che questa cultivar nasce per libera impollinazione della varietà Frantoio ad opera del CNR di Perugia, con l’intento di realizzare una varietà adatta ad impianti di alta densità e produttività. Ma quello che a me importa è che nella Valtenesi  Augusto Leali, con il fratello Fulvio, e la collaborazione dei rispettivi figli, Fabio e Roberto, ne ottengono un extravergine di pregio, come aveva già rilevato, altra scoperta grazie alla rete, in un sorridente post Angelo Peretti ovvero Internet Gourmet. Un primo incontro alla rassegna sul Groppello e Casaliva tenutasi a Puegnago all’inizio del mese e poi la decisione di visitarli per scambiare con loro qualche parola su questo particolare prodotto, certo non il solo realizzato dall’azienda, e permettere a Christian di offrirci qualche scatto.

“Sinceramente non capisco il perché di questi blog, mi scusi sa ma io sono schietto”, brevissimo attimo d’incertezza innescato dalle parole di Augusto Leali e poi mi trovo a rispondere, con misurata energia, che questo, di blog, nasce dalla stessa sorgente che penso alimenti il suo lavoro: la passione. Passione e voglia di far conoscere che dietro, anzi davanti, a ogni buon prodotto ci deve per forza essere qualcuno che ha qualcosa da dire, qualcosa da condividere con il resto delle persone. Non ci può essere assenza, vuoto, silenzio. Qualcosa s’illumina nello sguardo aperto di Augusto – Fabio, con lui ad accoglierci, cerca d’interpretare le parole del padre con un movimento delle mani che paiono voler dialogare sostituendolo, “Questo è vero – continua Augusto – vede quelle foto alle sue spalle? Lì ci sono i Leali, originari di Monteacuto, ci sono immagini del ’24, del ’36, anteguerra, quando si portava il vino nelle botti sui carri per venderlo sul territorio … Siamo lì perché quella è la nostra storia, la nostra vita … ” Da quel momento le parole scorrono ininterrotte, a parlare del “suo”, anzi del “loro” olio, di come nasca da una cura continua a partire dall’oliveto: nel 2002 le prime 60 piante, nel 2005 altre 300, le ultime 100 quest’anno. “E’ una pianta che inizia a produrre presto, già dal terzo anno, e il cui olio ci ha già dato più d’una soddisfazione … dovete venire a vederle … è una bella oliva, dalla forma tondeggiante … inizialmente l’abbiamo piantata per migliorare il nostro blend, poi ne abbiamo scoperto le qualità della sua elaborazione in purezza… ”  E la DOP? “Talvolta le DOP sono troppo generiche, costose e burocratizzate, così abbiamo puntato su due monocultivar, la Casaliva e l’FS17  e su un nostro blend fatto da Casaliva, Leccino, Pendolino, FS17 e altre cultivar in percentuali minori”. Apprendo poi che il loro FS17 è inserito  negli Extravergini dell’emozione 2010 – GUIDA AGLI EXTRAVERGINI Slow Food Editore.

Il tempo a disposizione sta scadendo ma prima di portarci sui loro terreni una piacevolissima insistenza mi fa provare un vino a cui tengono particolarmente, anche se vanno altrettanto fieri del loro Groppello  che più volte si è aggiudicato la Menzione d’Onore al Concorso Enologico durante varie edizioni della Fiera di Puegnago. E’ uno chardonnay inaspettato, e lo dico apertamente, il bianco che mi versano nel bicchiere, rotondo, con una buona freschezza e una ricchezza di frutto e struttura che non fa sentire punto gli esuberanti 13,5 gradi alcolici: prometto di tornare per assaggiare con calma Groppello, Marzemino e l’altro bianco, il Pianel da Riesling Renano e Incrocio Manzoni. Sono cordiali e sincere le strette di mano che ci scambiamo al momento dei saluti e chissà che queste righe cambino un poco il pensiero di Augusto nei confronti del web …

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