Patrizia Rampa o l’olio per passione

Prima il profumo: note erbacee, vegetali, eleganti , un ricordo di carciofo e di cardo – ancor prima, anche se non si dovrebbe, l’indubbiamente ammaliante colore – poi l’ingresso in bocca, dapprima dolce, di mandorla fresca poi leggermente piccante mentre si diffonde ai lati della lingua e del palato, a chiudere le note amare. Naso bocca coerenti, con i sentori percepiti all’olfatto che diventano sapori e sensazioni retro-olfattive caratterizzate, ripetiamolo, da grande eleganza. Diverso, delizioso, questo amaro che involontariamente – la parola – richiama l’amaro di questi giorni, confusi, caotici, incerti … Ed è un peccato che ci si ritrovi a scontrarsi con il nostro quotidiano, quando per qualche ora abbiamo, ho, avuto il piacere di partecipare ad  una festa, dove protagonisti erano la passione, l’impegno, la cura, l’attenzione e, non me ne vogliano tutti gli altri, lei, Patrizia Rampa l’anima de Il Brolo. Una splendida dimora, piante di ulivo, viti, il lago poco distante, l’animazione della raccolta e della frangitura, gli occhi di Patrizia attenti agli ospiti, ai cesti colmi di olive, il verde brillante della Casaliva, i toni scuri del Leccino … La quasi maniacale cernita dei frutti prima di avviarli al frantoio, che è lì a pochi passi, poco il tempo che intercorre dalla loro raccolta al loro destino finale, completo il controllo sull’intero processo, inebriante il profumo che cogli al solo affacciarti sulla porta. Dai primi anni ’90 questa è la casa lacustre dei Rampa, provenienti dalla bergamasca, imprenditori. Già perché Patrizia non produce Olio extravergine DOP per “mestiere”, bensì per passione, curiosità. E questo molti non lo capiscono, li lascia dubbiosi, diffidenti, come se fare qualcosa, e bene, per non trarne un necessario ed immediato profitto sia una sorta di capriccio, di sterile snobismo. Certo per chi ha mentalità d’imprenditore lavorare in perdita è un controsenso, una neppure lucida follia … Arriverà il pareggio, questo il risultato da ottenere, con l’entrata in produzione dei nuovi impianti di Casaliva, intanto si cresce, si migliora, anche se alla prima “uscita” sul mercato, al primo confronto con altri prodotti, immediato è il riconoscimento, immediati i premi, anche internazionali, per quella signora e il suo olio, che è ancora pochissimo se confrontato con altre realtà: da 87 quintali di olive si ottengono all’incirca 870 litri di extravergine, un 10%, percentuale non molto superiore a quella di un denocciolato.

A farla da padrone un blended di Leccino, la cultivar predominante, Casaliva e un accenno di Pendolino, ma nella campagna olivicola dello scorso anno appare, in quantità che possiamo definire omeopatiche, un monocultivar da Casaliva: 30 litri per 120 confezioni da 250 cc, rigorosamente a DOP come il resto della produzione. Quest’anno l’esperimento si ripete con lo stesso approccio per il Leccino. Di fronte a questi numeri capiamo quanto amore, usiamola questa parola, sia necessario per coniugare, con equilibrismi da circense, il lavoro nell’azienda con quello dedicato al “suo” olio, senza dimenticare gli affetti familiari. Pare instancabile Patrizia, dice di quanto vorrebbe fare, non solo per lei, per la sua tenuta, ma per tutta la Valtenesi, per aumentare la ancora poca cultura su questo “oro verde” della nostra provincia. Si scontra però con mentalità ancora chiuse, poco persuase, forse anche poco abituate, da discorsi sull’impegno comune, dai riscontri personali che ricadono come pioggia benefica sull’intero territorio. Perché, diciamolo a voce alta, se l’olio del Brolo avrà sempre più successo, inevitabilmente si dirà che è un olio del Garda Bresciano e molti apprenderanno – solo in quel momento – che lo zero e decimali della produzione italiana è composto da prodotti di grande personalità e finezza. E questo è dramma per tante produzioni bresciane, il patire atteggiamenti induriti dal tempo, dalle disillusioni, dal privilegiare, da parte di alcuni, aspetti che con la bontà e la serietà del cibo, del vino, poco o nulla hanno a che fare.

Patrizia Rampa con le sue preziose bottiglie, i costi risentono della microscopica produzione anche se a questi livelli uno sfizio ce lo possiamo tranquillamente concedere, pare voler indicare una strada, quella della qualità estrema, della comunicazione moderna – tanto web 2.0, poche ma ben organizzate manifestazioni – che l’ha già gratificata. E in questo percorso trova accanto a lei la grande presenza della famiglia, il padre Augusto Rampa, il compagno, quel Paolo Carlo Ghislandi di Cascina i Carpini che l’ha irrimediabilmente coinvolta nella passione per la terra e i suoi frutti …

Tanto di cappello, tanto rispetto per chi con quella terra si guadagna il pane quotidiano ma impariamo a riservarne almeno un poco per tutti quelli che, come questa Signora dell’olio, riescono con il loro entusiasmo a regalarci neppure sottili emozioni.

Tutte le fotografie sono cortesia di Nikbarte 

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. liloni adriano ha detto:

    il mio rammarico non poter essere presente al frantoio…..non ho il dono dell’ubiquita’!

  2. Patrizia ha detto:

    Ciao Carlos, sono senza parole….
    Mi scuso per il ritardo con cui arrivo a rispondere al tuo bel post ma come sai, sono stata a frangere olive per l’intera settimana e dare vita proprio a quest’olio che tu stesso hai visto nascere 🙂
    Ti sono grata per aver raccontato la nostra storia, e spero che possa essere un esempio per tanti altri giovani che hanno voglia di mettersi in gioco e hanno la passione per farlo. Si fa fatica certo, ma arrivano anche le soddisfazioni, non ultima, condividere il frutto del proprio lavoro con gli altri e leggere sui loro volti il piacere di aver condiviso una storia , fatta di persone in primis, di esperienze di vita, di confronto, per poi godere insieme dei piccoli/grandi piaceri della vita, come ad esempio una semplice bruschetta di pane con un filo d’olio appena spremuto. Questo ti ripaga per tutti i sacrifici ed il tempo speso nel portare avanti un sogno, poi con il tempo arriverà, ne sono certa, anche un ritorno economico perchè come giustamente hai fatto presente, anche i numeri devono tornare… Ma non ho fretta, chi mi conosce ed ha avuto modo di conoscere anche il nostro olio, apprezza ed acquista perchè comprende il “valore vero” che stà all’interno di ogni singola bottiglia e questo è già un successo !
    Grazie
    Patrizia

  3. Carlos Mac Adden ha detto:

    Ci sono più parole, e concetti, nel tuo commento che meritano attenzione: “esempio per tanti altri giovani che hanno voglia di mettersi in gioco …”, “condividere il frutto del proprio lavoro con gli altri …”, ” … godere insieme dei piccoli/grandi piaceri della vita, …”. E potrei continuare … Sai Patrizia sei tu a farmi un altro piccolo regalo, mi dai l’opportunità di lanciare un appello a tutti i protagonisti di questo blog: scrivete, commentate, criticate, incoraggiate, che questo spazio è di tutte le persone di grande passione e di buona volontà …

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