Giovanni Creminati o della concretezza

Se oggi capisco un poco, solo un poco credetemi che non è falsa modestia, di vino, lo devo in buona parte a questo signore che, senza grande difficoltà, potremmo immaginare vestito di cuoio scendere da un veliero dalle murate irte di scudi e  festeggiare la vittoria tracannando bionda cervogia. Ma non è di questa nordica bevanda che Giovanni Creminati è da anni esperto divulgatore, bensì del più mediterraneo nettare di Bacco: l’AIS (Associazione Italiana Sommelier) bresciana  lo vede come delegato provinciale dai primi anni ’80, carica che mantiene sino al 1996 per poi approdare, prima del suo temporaneo ritiro dalle cariche istituzionali, alla presidenza della regione Lombardia e al consiglio nazionale. Il nostro incontro avviene durante il suo lungo periodo alla guida dell’associazione sommelier locale, dapprima tra gli scaffali ricchi di preziose, di là dal prezzo, bottiglie del suo negozio in Via della Valle e successivamente tra i “banchi di scuola” dei corsi per aspiranti sommelier che a lui devono la loro introduzione nella nostra provincia. Non vorrei cadere nel ricordo nostalgico ma è pensando alle tante conversazioni sul vino e ai tanti personaggi con lui incontrati – uno per tutti Silvano Samaroli ossia il grande “Whisky” in Italia – che, appreso il suo ritorno sulle scene, sono tornato nell’evoluzione dell’allora gastronomia con annessa enoteca per scambiare due parole sul mondo del vino e della sommellerie bresciana.

Dopo i complimenti di prammatica entro subito nel vivo chiedendogli quale è il suo approccio al vino, al cibo, la sua “filosofia”, mi risponde con l’immediatezza che ben conosco “Concreto, pratico, fatto di conoscenza diretta, nelle vigne, nei caselli, lontano dalle elucubrazioni”, allora quali saranno le principali direttrici che ti vedranno operare all’interno dell’A.I.S. ?  “Il ritorno della collaborazione con i Consorzi, magari quelli sentiti come “minori” per forza e diffusione, penso al Garda Classico, ma in particolare al Capriano del Colle, al Botticino, al Cellatica … m’interessano particolarmente di queste denominazioni le loro espressioni più “bevibili”, vini piacevoli, schietti, in grado di offrire “naturalmente” quel vino quotidiano che pare essere tornato all’attenzione del consumatore, vini in qualche modo “leggeri e semplici” come il loro costo … Vini e vitigni che esprimano la personalità del territorio, senza necessariamente doverla esasperare … Del resto io sono, ad esemplificazione, per  i Baroli di una volta, Mascarello, Pellissero …”. Mi fai qualche nome? “Ce ne sono, e non pochi, il Botticino di Noventa, il Rosso di Mario Pasolini, il Cellatica di Milesi, non sto dicendo che non amo o che manchino nel bresciano le bottiglie “importanti”, ma è su questi prodotti che va da sempre la mia attenzione quando penso alla nostra provincia”. Mi sento di aggiungere, hai parlato di Capriano del Colle, il Marzemino di Lazzari o i buoni Groppelli della Valtenesi … E su un altro versante? “La formazione di personale specializzato per la ristorazione. Su 100 corsisti (si parla dei corsi A.I.S.) ci sono mediamente 5 addetti ai lavori, troppo pochi. Ora ben poche realtà possono permettersi un esperto sommelier professionista a tempo pieno, così sono dell’opinione che sia importante formare i giovani, i ragazzi degli Istituti Alberghieri. Oggi, merito anche della non felice situazione, s’investe poco sul personale … Esiste poi una pletora di microcorsi, d’informazione che punta più all’aspetto quantitativo che a quello qualitativo, col risultato di avere in Italia qualche milione di “Luigi Veronelli”, con che guadagno per la cultura del vino ti puoi immaginare. Sul vino esistono situazioni limite che andrebbero corrette, mi capita talvolta, non entro nel particolare, di mangiare in modo accettabile e di vedermi proporre, quasi senza alternative, un vino indecente nel vero senso del termine.” Cosa mi puoi dire del consumo di vino e dei problemi per la guida? “La gente è terrorizzata dal rischio di ritiro della patente, e quando c’è terrore e non rispetto o attenzione, significa che non si sta di certo facendo buona informazione, per non parlare di nuovo di cultura … E sono convinto che sul modello di quanto accade in altri luoghi, mi viene in mente l’Alsazia, spetta in prima persona ai produttori impegnarsi a tale proposito”.  Mi trovi assolutamente d’accordo, mi è capitato di vedere in rete un bel commento di Mauro Corona su questa spinosa questione, lo consiglio davvero a tutti … Ma questo mondo del vino è davvero in crisi? “Non a mio avviso, si deve doverosamente prendere atto, devono farlo specialmente alcuni produttori, che il consumo è inferiore alla produzione, che alcuni prezzi sono davvero eccessivi, nati ed evoluti sul solo terreno del profitto … E poi ti assicuro che esiste interesse da parte dei giovani nei confronti di questo bellissimo universo … nei nostri corsi l’età media è scesa rispetto al passato, questo è un ottimo segnale.”  Un ultimo cenno ai produttori … “Voglio in un certo senso ribaltare la prospettiva: negli ultimi anni sono stati loro a chiamare i sommelier A.I.S. presso le loro cantine, da oggi voglio che sia l’A.I.S. a coinvolgerli presso le proprie sedi, richiamando così un numero sempre più ampio di appassionati, che vogliono davvero capire e conoscere.” Iniziano ad arrivare i primi ospiti nel locale, ed è ora di lasciare libero Creminati non senza averlo formalmente invitato a coinvolgere MadeinBrescia in questo suo desiderio di valorizzazione del territorio e dei “piccoli” produttori e aver brindato con lui con un quasi doveroso “Franciacorta”. Buon lavoro Giovanni!

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. non dimenticatevi della val camonica che, in quanto zona di montagna, oggi è forse la regione brecsiana più adatta a fornire vini di facile beva.

    1. Carlos Mac Adden ha detto:

      Credo sia stata una semplice “dimenticanza”, forse aiutata dalla minor presenza (e conoscenza) dei vini camuni nella ristorazione e sulle tavole dei consumatori non propriamente locali. Passato il periodo festivo chiederò a Giovanni Creminati di esprimere la sua opinione a tale riguardo.

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