Il vino che fa parte di una famiglia – I Lazzari a Capriano del Colle

Dopocena, messaggio: “mi scuso per l’ora, potrei confermare la mia visita per domani mattina?”, risposta quasi immediata “Nessun problema, l’aspetto …  Davide Lazzari”. Inizia in questo modo il mio incontro con la famiglia Lazzari, anche se avevo già visto in altre occasioni alcuni suoi componenti, un inizio segnato dalla cortesia. Il navigatore ci porta dritto alla cantina sino a scorgerne l’insegna, il tempo di scendere, vittima del mio peregrinare è questa volta mia moglie Elisabetta, ed eccoci a stringere la mano al giovane Davide e a suo zio Dario, contitolare dell’azienda agricola con il fratello Giovanni. Il clima, non quello meteorologico freddino e nebbioso, è subito rilassato, familiare, iniziamo la visita dalla barricaia, che s’intuisce è orgoglio dei Lazzari, con le classiche botti da 225 litri che vedranno, per 3 passaggi partendo da quelle nuove, il fiore all’occhiello dei vini prodotti, quel Riserva degli Angeli di cui parleremo dopo ma che da subito Dario Lazzari definisce “il nostro bambino” con gli occhi brillanti di soddisfazione. Accanto alle barrique troneggia una botte da 1000 litri: “lì si affina il Marzemino. E i suoi profumi …”. Ed è questo vitigno, e la zona del Monte Netto, altopiano con terreni calcareo argillosi che con  i suoi 150 metri si stacca dalla pianura circostante,  a caratterizzare i vini rossi della D.O.C. Capriano del Colle, Denominazione di Origine tra le meno conosciute della provincia, che deve lottare, unanime il commento di Dario e Davide, con una memoria storica di vini “da battaglia”, memoria lontana dalla loro idea di vino, già a partire dal Marzemino in purezza che nella loro interpretazione è di bella e facile beva, rendendo compiuto in modo pieno ed efficace quell’idea di prodotti “… piacevoli, schietti, in grado di offrire “naturalmente” quel vino quotidiano che pare essere tornato all’attenzione del consumatore, vini in qualche modo “leggeri e semplici” come il loro costo … Vini e vitigni che esprimano la personalità del territorio …” invocati da Giovanni Creminati su questo stesso blog accanto alla volontà del dialogo con i consorzi, come quello del Capriano, meno noti. M’informa Davide che ricerche fatte dalla Facoltà di Agraria milanese parlano per questo vitigno di un clone autoctono: per enfatizzarne la provenienza da poco sull’etichetta appare “Berzamì”  a sostituire la voce italiana, del resto già attorno al 1400 in un manoscritto  ritrovato da poco ne parla Agostino Gallo, grande bresciano protagonista dell’agronomia rinascimentale. E’ sulla soglia di questo locale che Dario Lazzari paragona il loro vino di punta a un figlio, da crescere con fatica ma capace di dare grandi gratificazioni, anno per anno, in modo graduale ma continuo. Traspare poi nelle sue parole quanto si voglia affidare a quel nipote “che studia” – economia e commercio a Brescia – il futuro dell’azienda, il dialogo con il mondo esterno,  “lui che sa parlare”. Sorride Davide, ma appare sempre più convinto che quel ruolo non sia poi così lontano dalle sue attuali aspirazioni. Non usciamo da questo ambiente senza che sia riconosciuta l’importanza dell’agronomo che segue i Lazzari: quell’Angelo Divittini che forte dell’esperienza accumulata presso importanti cantine italiane porta ora il suo contributo, lui caprianese DOC, a una cantina del luogo. E’ importante sì, puntualizza Dario “perché i grandi vini si fanno in vigna”, opinione comune in famiglia.

Ci spostiamo nella cantina che ospita le grandi botti in acciaio inox, due sono imperlate nella parte inferiore di gelida condensa e ospitano il Capriano del Colle rosso perché ne precipitino i tartrati. Il freddo è intenso e accogliamo l’invito di portarci nella sala degustazione con vero piacere. Appena accomodati ci raggiunge Giovanni Lazzari, l’altra metà dell’azienda che ci propone, da “bianchista” come si dichiara, d’iniziare con il  il Capriano del Colle Bianco D.O.C. 2009, vino aziendale di grande successo, tanto da risultare sino dall’inizio dell’anno già esaurito. Da uve Trebbiano di Soave e Chardonnay, è vino estremamente piacevole (con più riconoscimenti importanti, dalla guida AIS Vini Plus a Slow Food, da Luca Maroni all’Espresso),  naso ricco e una bella coerenza in bocca, fresco e sapido: noto una punta di rammarico in Giovanni alle mie parole che confessano quanto la mia attenzione vada ai rossi di casa Lazzari. Ma è questione di “momento”, e non posso che impegnarmi a riprovare più avanti questo loro prodotto. Del resto ho conosciuto l’azienda grazie al Marzemino e ora mi appresto a confrontarmi con il Riserva degli Angeli 2007 (dedicato agli Arcangeli Michele e Gabriele, patroni  di Capriano del Colle), ultima annata in commercio e, probabilmente, migliore espressione raggiunta da questo vino sin dal suo esordio avvenuto nel 2003. Le uve del disciplinare, Marzemino, Sangiovese, Merlot e Barbera, a regalarci, emergendo dal tocco  equilibrato del legno, confetture di frutta rossa – perché no, un bel mirtillo a colpirci – e note speziate/terrose di sorprendente eleganza. In bocca alcol ed estratti importanti  ma ben integrati e con una bella acidità che ne mitiga l’imponenza. Mi rendo conto di come sto utilizzando quel “sorprendente”, del resto, i Lazzari ben lo sanno, è l’arma a doppio taglio del loro vivere e operare in questa parte di terra: nelle degustazioni alla cieca praticamente nessuno ha mai ipotizzato che quel vino nascesse nella Bassa Bresciana a soli 14 km dal capoluogo . In questo senso appare positiva, per comunicare con più efficacia il territorio, l’ancora recente istituzione del Parco Agricolo regionale del Monte Netto.

Ancora una volta emerge una  dote comune di tanti produttori apparsi in questo spazi: la voglia continua di migliorare, di fare un vino, un formaggio, un pane, sempre più “buoni”, senza contare le ore impegnate o la fatica profusa. Ma è l’una, il tempo è volato, salutiamo i fratelli Lazzari e Davide che in parallelo ai suoi studi da anni “frequenta” la vigna, perché come ci ricorda il padre “le cose per trasmetterle bisogna viverle, toccarle con mano”.

6 commenti Aggiungi il tuo

  1. Carlos Mac Adden ha detto:

    Una notizia pertinente e quasi “in tempo reale”: Per la Regione Lombardia il Comitato Nazionale Vini ha espresso il parere positivo riguardo alla richiesta di modifica del disciplinare di produzione dei vini a DOC “Capriano del Colle”, la cui richiesta principale è stata l’introduzione delle nuove tipologie “bianco” e “Marzemino”. 21.01.2011

  2. Carlos Mac Adden ha detto:

    Grazie alla famiglia Lazzari domani sera l’Associazione Genitori Scuola Audiofonetica brucerà la vecchia assieme ai cattivi pensieri brindando con il loro moscato, che le belle persone si riconoscono sempre …

  3. Carlos Mac Adden ha detto:

    Provati il Berzamì e il Capriano del Colle bianco 2010: nonostante il breve tempo trascorso dall’imbottigliamento e la necessità di maggior tempo perchè i vini si ricompongano e trovino nuovo equilibrio sono, a mia personalissimo avviso, le espressioni più felici sinora assaggiate in queste due tipologie di casa Lazzari.

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