Pesei o del marketing rovesciato

Anche chi non se ne occupa direttamente avrà prima o poi incontrato il termine “marketing oriented”, da qualche anno diktat per ogni azienda che si rispetti. In poche parole prima si va a vedere di cosa il mercato necessita, quali sono i desideri più o meno espressi dal consumatore e successivamente si costruisce, si realizza un prodotto ad hoc per soddisfarli. L’Azienda Agricola Pesei, il nome deriva dall’omonima località ai piedi del monte Guglielmo, è nata in  modo del tutto opposto … Abramo Sabatti e Amedeo Materossi si sono “trovati” questo posto, quasi 12 ettari di superficie, chiedendosi semplicemente “Cosa si può fare … Così l’abbiamo salvato – era  pressoché in uno stato di totale abbandono, come accade a tanti terreni agricoli montani – e abbiamo realizzato quello che, secondo noi, vi si poteva fare di meglio”.

Da quel proposito e da tante ore, giorni, anni di fatiche e di “ferie saltate”, nasce il microcosmo di quest’azienda agricola dove si coltivano piccoli frutti destinati sia alla raccolta da parte dei visitatori, alla loro vendita, che all’elaborazione in confetture e succhi, si produce miele da fioriture tipiche della zona come acacia, castagno, millefiori di montagna per finire, utilizzando il nomadismo, con una melata, si realizzano salse di qualità – Cipolle all’aceto balsamico, Pere e Cannella, Zucca e Zenzero, Pere e Limoni,
quest’ultime due leggermente senapate – e una cotognata compatta e profumata.
Ultime arrivate alcune grappe aromatizzate e un amaro alle erbe montane.

Ma Pesei vuole essere un luogo dove accogliere le persone, mostrare le coltivazioni, organizzare eventi culturali e naturalistici, svolgere attività didattiche. Tanti modi per far vivere la montagna, dimostrare come la cosa sia possibile, non facile certamente, ma possibile: “C’è solo amore e passione per il lavoro, per la terra, per gli animali …”. Parole che trovano conforto nelle scelte operate, inizialmente sotto l’egida della certificazione biologica, dice  Amedeo “Il bio per me era una fede, poi abbiamo capito, dopo anni di esperienza, che era solo un modo come un altro per dare lavoro ad altri. … Politiche, burocrazia, parole … Non è possibile chiedere il permesso per un trattamento urgente e ricevere la risposta dopo un mese … Ora abbiamo deciso che vale di più la nostra di parola. … I nostri prodotti non saranno tutti bio al cento per cento ma sicuramente molto di più di altri che vantano tuttora quel marchio … “. Affermazioni dure ma dette da chi ha provato sulla  propria pelle le incongruenze e i ritardi  dei sistemi di certificazione biologica italiani, molte volte ricchi di scartoffie ma poveri di controlli reali, di contenuti.

E cosa differenzia  i loro prodotti da alcune marmellate industriali? “Arrivano dalla Cina container di fragole surgelate a 1 euro il kg, e dietro a quel costo ci sono l’uso massivo di pesticidi, DDT, condizioni di lavoro prossime alla schiavitù … Poi i vasetti sono stracolmi di zucchero, magari di mediocre qualità …”  Nei vasetti di Pesei c’è solo frutta coltivata da
loro, nel modo più salubre e rispettoso della terra possibile, con l’utilizzo della giusta quantità di uno zucchero di canna di ottimo livello e un poco di pectina come gelificante.  Certo il costo della frutta, circa il quintuplo già sulla pianta, e la sua percentuale nella confettura che varia dal 60 al 70%, rendono di fatto decisamente maggiore il prezzo del prodotto, ma è a mio avviso il giusto prezzo per ottenere qualcosa che oltre alle valide caratteristiche organolettiche ci permette di essere in pace con la coscienza di abitanti della nostra terra: resta a noi la decisione. In un loro pieghevole ho  trovato questa frase ” … si è … reso necessario affidare … la commercializzazione dei nostri prodotti a negozi
specializzati,  … come gastronomie, enoteche, pasticcerie e negozi alimentari tipo le vecchie drogherie …” Cercate allora i loro prodotti, gusterete delle cose buonissime e contribuirete a salvaguardare, non importa quanto, un patrimonio che – quando lo capiremo? – non ci è possibile perdere. Ancora di più, andateli a trovarli nelle giuste stagioni, ne condividerete per qualche ora  sogni e speranze, e troverete ancora più buoni i frutti della loro scelta.

Le fotografie, e questa volta anche la raccolta delle informazioni utilizzate per la stesura del post, sono cortesia di Christian Penocchio

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. riccarda ha detto:

    bell’articolo è davvero importante non perdere le nostre radici culturali conservare le antiche ricette e i vecchi modi per coltivare.
    Anch’io coltivo un orto e un frutteto so quanto costa ma anche quanto da in termini di soddisfazione come cerco di divulgare nel mio blog dove spiego i segreti della coltivazione e antiche ricette.
    Riccarda
    http://www.ortopertutti.com

  2. Carlos Mac Adden ha detto:

    Grazie Riccarda per l’intervento e per la segnalazione del tuo blog. Buona giornata …

  3. christian penocchio ha detto:

    Bravo Carlos, mi piace molto, hai riportato perfettamente tutte le notizie che ti avevo dato. Grazie x non dimenticarti mai di nominarmi in modo corretto. Ciao

    1. Carlos Mac Adden ha detto:

      Sai Christian, non voglio fare di questa risposta un trattato sociologico ma io mi comporto semplicemente come mi pare giusto o, da un’altra angolazione, applico quella che per me è la norma: fa piacere sentirsi ringraziato, ci mancherebbe, ma riconoscere i meriti e i demeriti altrui, come i propri, dovrebbe essere l’unico atteggiamento possibile e quindi non dovrebbe necessitare di ringraziamenti …
      Un abbraccio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...