Metti due bresciani a Londra

Diciamolo apertamente, sfogliando le carte dei vini dei ristoranti europei le bottiglie bresciane, tranne rare eccezioni sono pressoché assenti – ma la considerazione può essere facilmente estesa a buona parte della produzione italiana -, a far la parte del leone i soliti vini dei cugini d’oltralpe, Champagne in primis, poi sempre più presenti i Cava spagnoli e qualche etichetta, in aumento, da Australia, Cile, Nuova Zelanda, Argentina … Tra le ragioni i prezzi e la difficoltà nel creare una comunicazione efficace ed  unitaria del vino italiano   (immaginiamoci di quello bresciano …).  Anche il Franciacorta, che è una delle nostre “carte” più spendibili, stenta a farsi conoscere, a presentare le sue caratteristiche identitarie. Così non possiamo che rallegrarci del successo di due aziende bresciane al recente IWC – International Wine Challenge 28a edizione di una rassegna londinese conosciuta come “Le Olimpiadi del vino” dove l’Azienda Agricola Barone Pizzini  ha fatto man bassa di premi nella categoria degli sparkling wines con tre medaglie – oro, argento e bronzo – e l’Azienda Agricola F.lli Lazzari  ha conquistato una segnalazione – Commended – grazie al punteggio ottenuto con il Riserva degli Angeli.

Barone Pizzini ha ottenuto la medaglia d’oro di categoria, unico Franciacorta così come unica etichetta italiana nella categoria sparkling ad ottenere il massimo riconoscimento, con il suo Rosé Franciacorta Docg 2008 definito  “Un vino morbido, fresco, fruttato, con note di biscotti e di frutti rossi“. A completare il risultato la medaglia d’argento per il Brut Franciacorta Docg e quella di bronzo per l’Extra Brut Franciacorta Docg. Due parole, chissà da questo evento nasca un prossimo incontro, sull’Azienda che nasce come Amministrazione Agricola Barone Pizzini nel 1870 per iniziare la sperimentazione della viticoltura biologica nel 1998 e ottenere la certificazione dell’agricoltura biologica per tutti i vigneti franciacortini tre anni dopo, prima azienda della Franciacorta a produrre vino da viticoltura bio. Nel 2011 aderisce  al “Progetto Ita.Ca ” finalizzato a ridurre i gas serra delle aziende vitivinicole, un percorso centenario in linea con le basi fondanti dell’attuale realtà gettate all’inizio degli anni ’90 con l’intenzione di porre al centro  “le persone, l’ambiente e il territorio”.

Dell’Azienda Agricola Lazzari abbiamo parlato più volte, ribadendo sempre quella continua crescita che costituisce ormai una sua “cifra”. Bello assistere all’entusiasmo unito a una punta d’incredulità – frutto di un atteggiamento e di un approccio sempre segnati da grande semplicità – di Davide e di tutta la sua famiglia. Un’ulteriore conferma che il Capriano del Colle Riserva degli Angeli è vino in grado di confrontarsi con bottiglie ben più conosciute senza timori reverenziali o il presunto scotto di provenire da una zona ignota o sottovalutata da tanti.

 

Una conclusione? Che ne vorremmo vedere di momenti come questi …

 

L’immagine sotto il titolo è tratta dalla pagina facebook dell’International Wine Challenge, le restanti sono cortesia dell’Ufficio Stampa di Baroni Pizzini nella persona di Camilla Danelli e dell’Az. Agr. F.lli Lazzari nella persona di Davide Lazzari.

6 commenti Aggiungi il tuo

  1. Alex Zanardelli ha detto:

    Ho provato per caso la riserva degli angeli e devo dire che si tratta di un prodotto che non ha nulla da invidiare ai vini più famosi della franciacorta e costa pure molto meno inspiegabilmente.

    Buonissimo anche il barone pizzini ma è un vino molto conosciuto e non mi sorprende per nulla la sua vincita.

    1. Carlos Mac Adden ha detto:

      Grazie per il commento Alex, concordo con il giudizio sul Riserva degli Angeli, quanto ai costi dovremmo girare la tua osservazione ai produttori franciacortini anche se esistono tante varianti a comporre il prezzo di un prodotto. Indubbiamente conosciuti i vini dell’Azienda Baroni Pizzini, ma il miglior risultato è stato ottenuto con un prodotto esordiente, un Rosè millesimato … Il post comunque voleva in qualche modo celebrare una presenza vincente italiana, bresciana poi, in altri termini il far conoscere e apprezzare i nostri vini al di fuori delle frontiere nazionali, che in molti casi poco o nulla hanno da invidiare ad etichette di altri paesi. Da noi manca una comunicazione di settore capace di fare “sistema”, ricordo bene quanto materiale ci procurò Sopexa – l’ente francese per la promozione dei loro prodotti in campo agroalimentare – quando per i corsi AIS affrontammo i vini del suo paese. Da noi esisteva (esiste?) analogo ente a Roma ma la sua azione era pressoché pari a zero …
      Le etichette italiane presenti nei grandi ristoranti del mondo sono dovute quasi essenzialmente alle capacità, e spesso alle disponibilità economiche, del singolo produttore o del singolo importatore/distributore magari personalmente innamorato e convinto del Made in Italy.

  2. Pablo ha detto:

    Davvero un grande vino il Riserva degli Angeli! L’altro giorno una bottiglia è partita per la volta di Shanghai indirizzata ad un cinese amante del Barolo…

  3. Bruno Sandrini ha detto:

    Concordo sui pareri sul riserva degli Angeli, che ho avuto il piacere dei assaggiare insieme ai produttori e che devo dire hanno anche un ottimo Marzemino, direi addirittura stupefacente per il rapporto qualità prezzo.
    Sai perchè si fa fatica a trovare il vino bresciano all’ estero? Perchè ce lo beviamo tutto noi e non ne avanza da esportare 🙂

    1. Carlos Mac Adden ha detto:

      Vorrei essere così ottimista Bruno … Ma l’immagine è bella davvero, grazie!

  4. Carlos Mac Adden ha detto:

    Cronaca: il Rosé Franciacorta Docg 2008 Barone Pizzini, dopo la medaglia d’oro, ha conquistato, premio assoluto, per il Planet Earth Awards l’IWC Organic Trophy 2012.

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