Una piccola storia

Oggi su facebook mi sono imbattuto in una conversazione attorno ad un post di Fanino Grasso – COSA C’ENTRANO LE DE.CO. (Denominazioni Comunali) Con Il Patron di Eataly? – su un articolo pubblicato dal magazine Terre di Mezzo che termina improvvidamente in questo modo “Sono prodotti locali, ma spesso da esportazione: come il tartufo bianco di Asti o il salampatata del canavese, che finiscono sugli scaffali dei 21 negozi del circuito Eataly, compresi quelli di New York e Tokyo.” Oltre a condividerne il contenuto ho letto tra i tanti commenti quello di Daniele Marziali, il “fornaio anarchico” di Saludecio. Lo riporto per intero così da non perderne efficacia e freschezza: Daniele, che conosco bene grazie ad Adriano Liloni e ai Sovversivi del Gusto, ha scritto una “piccola storia” condensando in poche righe il senso del fare cose “buone”, diverse, non omologate, rispettose delle persone, dei luoghi in cui trascorriamo la nostra esistenza. Cose per cui il profitto è semplicemente giusta e doverosa conseguenza e non unico fine. Sarà anche romagnolo ma è molto MadeinBrescia…

“Ohh se c’è qualcuno che mi vuole sfamare anche a me io ci sto… perchè qui la R.Esistenza è sempre più dura!!! Però, poi mi guardo intorno e soprattutto dentro… e non vedo alternative, ci tocca rimanere qui a R.Esistere, nel nostro piccolo, nel nostro limitato. Nel Riminese nacque una bella leggenda metropolitana circa 7 anni fa, che non è una leggenda perchè poi è una storia vera… Mi incastrarono in un’esposizione/vendita di prodotti tipici romagnoli per 15 giorni dentro uno dei più grandi Iper qui in Romagna… quelli con 10 sale cinematografiche, quelli che hanno sconvolto tutta la viabilità a Rimini. Mi era appena nato un bimbo, era la prima volta che facevo il Babbo e quindi forse era l’ora anche di non fare più tanto il patacca… comunque alla fine dissi di no! Io i miei prodotti anche solo per 15 giorni non te li do! Passarono 5 mesi, mi ricontattarono diversamente con un altro obbiettivo, un negozio di prodotti tipici e alla fine dico OK… 120 pacchi di biscotti, accettano tutte le mie condizioni tipo anche quella che se li dovevano venire a prendere perchè io non glieli portavo… finito tutto, scopro dopo qualche giorno che la storia era sempre la stessa di quella del primo contatto! Porcavacca!! va bè, oramai è andata, lascio stare… ma vado a vedere i miei biscotti… Li trovo a fianco di prodotti pseudo-romagnoli, prendo paura, mi rattristo pesantemente, non dormo di notte e proprio una notte mia moglie mi dice… così per dire… sarebbe da ricomprarseli tutti! (idea immensa!! da spatacco!!!) Qualche giorno dopo arrivo all’iper con il mio furgone… cerco i miei biscotti, non li trovo più, li avevano messi all’inizio delle corsie e senza nessun prezzo, solo con il codice a barra, su 120 confezioni, ne avranno vendute 10 e so chi le hanno comprate! Io prendo un pacco e vado in una delle 50 casse… chiedo il prezzo e mi rispondo 6,90! Bene, li compro tutti!! Mi dirigo verso i miei cari biscottini che sembravano che mi dicessero… “dai, dai, portaci via!! liberaci!!” e io..”sono qui per voi, vi riporto a casa!!!”… Comincio piano piano a svuotare lo scaffale, uno per uno li appoggio in quei carrelloni immensi, intanto la cassiera dopo la mia risposta ha chiamato la sicurezza, mi si affianca un tipo in divisa con pistolone e mi chiede… “mi scusi, ma cosa sta facendo?” “niente, a me piacciono un casino questi biscotti e me li compro tutti!!” allora ne chiamano un’altro, così ne avevo una a destra e uno a sinistra e mi chiedono spiegazioni un po’ più dettagliate… allora gli faccio notare che sull’etichetta c’era scritto Marziali, e Marziali ero io, quindi io mi riporto a casa tutto, li pago, mi fate la fattura e voi continuate a vendere i vostri biscotti di sempre, non i miei! Mi sono ricomprato quasi 700 euro dei miei biscotti, passati alla cassa uno per uno, e poi quando è passato l’ultimo e ho pagato il tutto con la carta di credito, ho preso quel pacco e l’ho dato alla cassiera (bellina oltretutto) e le ho detto “Tò, questo te lo regalo io! av salot ma tot!” Da quel giorno si è sparsa la voce in tutto il riminese, penso di aver fatto la mossa più importante della mia vita professionale… tutti hanno capito cosa produco, il motivo, quanto adoro ogni biscotto che taglio, quanto amore c’è dentro! Non so se la parte economica sia sempre la parte finale di tutto, ho insegnato ai miei bambini a pranzare con pane e olio, perchè li voglio tenere pronti… perchè purtroppo o per fortuna ci tocca continuare a R.Esistere, perchè poi alla fine di tutto… ci piace!!”

Fata roba…

L’immagine è cortesia di Christian Penocchio, con una piccola “elaborazione” da parte mia…

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Pablo Zucchi ha detto:

    Bellissima storia. Così nascono i miti. Per lo meno i miei.

    1. Carlos Mac Adden ha detto:

      Daniele è così, lo percepisci al primo incontro. Ti può risultare simpatico o meno, ti può piacere o meno ma non puoi che fare omaggio a tanta coerenza e integrità.

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