Nik Barte – Desert Photographer

L’essenziale è invisibile agli occhi.                                                                                         Antoine  De Saint Exupery.

Desert Crossing by Bicycle

Lui si chiama Nicola Bartesaghi, ma credo che per molti sia unicamente «Nik Barte» the Desert Photographer. La prima volta che l’ho incontrato era, guarda caso, in bicicletta, il luogo l’apicoltura del Sampì a Botticino. Domenica scorsa l’ho rivisto, sotto una fitta nevicata trasformatasi in pioggia battente poco prima del suo arrivo nella piazzetta in cui ci eravamo dati appuntamento. Naturalmente in sella a una bici, la stessa che l’ha accompagnato nella sua «Desert crossing by bicycle» , attraversata del deserto tra le oasi di Siwa e Bahariya in bicicletta: 421 km percorsi pedalando per 26 ore e 30 minuti. Ma non pensate a Superman, o a quegli individui un poco folli, almeno per la mia sedentaria visione, che sfidano l’impossibile per il solo gusto della sfida. Per Nik, che oltre ad essere un ottimo fotografo, e un innamorato della bicicletta e della filosofia che la permea, è un serissimo e professionale esperto di security management, di social media e online marketing e branding… è stata «semplicemente» una modalità per dare spazio e risonanza a una sua composita scelta di vita.1 Attraversata Deserto BAHARIYA-SIWA in Bicicletta - 2013

Dalla fine del 2011, anche grazie a dei precisi e incisivi «segnali» come lui li definisce, ha deciso di spostarsi pressoché unicamente in bici – senza integralismi: se gli serve un mezzo motorizzato lo noleggia o usa quello della sua compagna -, di nutrirsi nel modo più naturale rifuggendo – senza isterismi od ostentazioni – dal cibo «industriale», dai prodotti in scatola, da quelli in cui la lista degli ingredienti conta tante, troppe, voci. Predilegendo di conseguenza cibi semplici provenienti da produttori che ha la possibilità di conoscere, con cui ama intrattenersi, a cui chiedere, sicuro di ricevere risposte schiette e precise, da dove viene quel miele, quel formaggio, quella verdura. Cercando di evitare cibi e bevande inquinate dalle mille sostanze che la stupidità e l’avidità dell’uomo ha distribuito a man bassa nello stesso territorio dove vive. Il tutto utilizzando piccoli/grandi accorgimenti con lo scopo di limitare al massimo il suo impatto con l’ambiente con lo circonda. Da questa sensibilità, dall’avere viaggiato in tanti paesi sia europei, specie del nord, che extraeuropei, dalla sua formazione professionale che lo rende attento ai particolari, ai dettagli nascono a getto quasi continuo idee e proposte (come «Bikencharge»  un sistema «Green» che attraverso l’energia fornita dal movimento di una bici permette  di alimentare e ricaricare una vasta serie di dispositivi elettronici).

egitto006_La_partenza_da_SIWA_photo_Daniel_Modina

IMG_8541_Siwa_la_città_di_SHALI_photo_Nikbarte

Nasce così, poco alla volta, l’idea di una spedizione nel deserto egiziano con lo scopo di promuovere la bicicletta come mezzo di mobilità sostenibile, dimostrare che il tutto, pur in situazioni talvolta estreme, è alla portata di una persona assolutamente normale, testare le sue scelte, nonché strumenti ed equipaggiamento in quelle condizioni. Promuovere infine un turismo sostenibile in quelle aree. Ingredienti il suo percorso di due anni, una MTB Standard, quella che usa abitualmente, equipaggiata con pneumatici adatti al terreno, equipaggiamento per circa 25 kg di peso di cui parte costituito da cibo assolutamente naturale e per quanto fattibile composto da prodotti locali integrati da alcune derrate preparate e fornite da validi «artigiani del cibo» bresciani. Questo uno degli aspetti che ho, per la natura del blog, cercato di conoscere il più possibile durante la nostra conversazione.

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IMG_8098_Campo_serale_in_località_IMEIMET-EL-QADI_a_170_km_da_BAHARIYA_photo_Nikbarte

Ottenuta una serie di sponsorizzazioni, trovati partner tecnici ed enti patrocinanti la «traversata» prende il via alle 7:45 del mattino dalla piazza principale dell’oasi di Siwa, di fronte e ai piedi dell’antica città di Shali. Il primo giorno sono 270 i km percorsi, di cui gli ultimi 90 a tempo di record, in sole 3 ore per evitare il «coprifuoco» imposto dai militari in quella zona. Il secondo giorno vengono affrontati i restanti 150 km, il terreno è più aspro, con tratti in salita e vento a favore, il vento è stata una delle tante difficoltà che hanno segnato il percorso, solo negli ultimi 60 km nonostante la direzione sia stata invertita, originariamente era Bahariya-Siwa, nel tentativo di sottrarsi alle folate contrarie. Circa 7 le ore di riposo complessive.

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IMG_9349_Datteri_di_Bahariya_photo_NikbarteIniziamo a parlare del cibo, il consumo di energia è davvero notevole si parla di 10/15.000 kcal giornaliere, cifra impressionante se pensiamo che quello di una persona che svolge un lavoro sedentario è attorno alle 2.500 kcal al giorno. La «tecnica» di alimentazione è particolare: Nik deve idealmente bere ogni 20 minuti e alimentarsi ogni 40. Tempi che non sempre riesce a rispettare per tutta la durata dell’impresa. Il senso del suo cambiamento – della svolta dal 2011 – che è pratico prima di essere filosofico lo accompagna anche in questa scelta: prodotti locali ricchi di zucchero e sali minerali come i datteri di Bahariya e le banane, miele di Melata e di Acacia dell’Apicoltura del Sampì, barrette «artigianali» abilmente confezionate da Stefano Tedoldi, titolare de Il Gelato di Stefano a Rezzato, a base di pinoli, mandorle, pistacchi, noci, granella di cioccolato, semi di sesamo non tostati, uva passa.  C’è poi il «becchime» composto sempre da frutta secca, cioccolato fondente e briciole di biscotti ad assorbirne l’umidità. Seguendo l’idea che permea il tutto si prediligono materie prime bio. Unica concessione all’industria per ragioni di comodità e praticitIMG_7847_Preparazione_delle_Barrette_Energetiche_photo_Nikbarteà dei tubetti di latte condensato. A spezzare tante sensazioni dolci, una buona dose di Grana Padano confezionato in piccoli blocchi. Le borracce contengono acqua, locale commercializzata da una realtà italo-egiziana, e acqua integrata da succo di limone, miele, zucchero e fruttosio. L’integratore «naturale» prevede la sostituzione del succo di limone con aceto di miele. L’apporto energetico giornaliero è attorno alle 10.000 Kcal.

IMG_8992_la_preparazione_del_te_nel_deserto_photo_Nikbarte

IMG_8663_Il_deserto_photo_Nikbarte

Ritorna in Nik la necessità di ribadire come il tutto sia alla portata di persone normali, con il necessario allenamento, un’alimentazione naturale e la giusta dose di attenzione. Due Jeep con funzioni logistiche, una dedicata alle riprese che lo precede sempre mentre l’altra lo segue a debita distanza «a un certo punto ho chiesto al guidatore di allontanarsi, volevo essere realmente da solo» e un fotografo, Daniel Modina – VRM Video Production -, sono stati i suoi «compagni di viaggio». E alla ritorno da questo viaggio è più che mai convinto che i maggiori ostacoli sono di natura psicologica e non fisica. Posso, possiamo, cercare di capirlo, di capire questa sua convinzione, e guardando il suo volto  fresco e riposato, ascoltando la sua voce, scrutando i suoi occhi, possiamo pensare che una delle vie possibili per un’esistenza migliore passi anche da qui. Grazie Nik.

egitto064_una_sosta_photo_Daniel_Modina

Le fotorafie nel deserto, dei cibi sono cortesia di Nik Barte, le fotografie dove lui è ripreso sono cortesia di Daniel Modina. Ogni diritto riservato.

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