La percezione del Franciacorta oggi

bowl@FabioCattabianiRicevo dal Consorzio per la tutela del Franciacorta, nella persona di Beatrice Archetti, i dati della nuova indagine condotta da AstraRicerche, la precedente è datata 2011, sulla percezione che gli italiani hanno verso questa DOCG (anche verso il relativo territorio ma vorrei limitarmi ad un aspetto).

In sintesi «emerge un generale rafforzamento del posizionamento di alto livello del Franciacorta». Di là dalla frase ecco alcuni dati significativi.

Il 95, 3% del campione dichiara di conoscere il Franciacorta (+8% rispetto al precedente sondaggio)

+9% sugli intervistati che pur collocandolo nei vini di prezzo medio/elevato trovano sia giustificato dalla qualità e dal prestigio

+5% per le persone che pensano sia un vino buono da bere (questa non la capisco molto, ma penso sia un mio problema)

+4% per chi lo ritiene gradito ai giovani (forza FAN!)

+3% per chi pensa sia originale e non banale

+3% per qualità e prestigio percepiti

In molti poi a viverlo come «particolarmente adatto per un regalo» (54%). Sulle «occasioni di consumo» la fanno da padrone «le occasioni speciali, le ricorrenze, i regali e i festeggiamenti» (spero per alcune di queste voci non in abbinamento con le preparazioni dolci, dato che la tipologia demi sec è pochissimo diffusa). A rincuorarmi il suo essere principalmente accostato a preparazioni a base di pesce: nel particolare 76% con i primi, 73% con i secondi alla griglia o al forno (mi aspettavo, dato il trend, qualche accenno ai crudi in stile sushi o sashimi). La sensazione, oltre ai dati indubbiamente positivi, è che il Franciacorta sia ancora prevalentemente considerato un prodotto via via da regalo, da occasione o ricorrenza, e meno un vino tout court, capace, secondo tipologia e produttore, di misurarsi con l’intero pasto o costituire uno degli aperitivi più versatili e interessanti (una sintesi della ricerca contiene grafici che illustrano questi aspetti).

Mi chiedo quanto questo sia dovuto al suo costo e quanto a una cultura del Franciacorta ancora da sviluppare e migliorare. Mi basterebbe che i suoi detrattori fossero meno tranchant e provassero alcuni prodotti di Cantine «minori», magari collocate in zone capaci di dare vini di maggiore personalità, interpretati con più libertà di espressione, forse non dovendo fare i conti con quantitativi numericamente importanti che obbligano ad un diverso rapporto con il mercato. Al prossimo sondaggio. Nota curiosa, nella tabella che illustra il profilo d’immagine due voci sono contigue, differenziandosi solo per un mezzo punto percentuale: offerto/venduto solo nei ristoranti e nei punti vendita qualificati (64,5%) e facilmente reperibile, che si trova dappertutto (64,0%)…

L’immagine inserita, cortesia del Consorzio, è di Fabio Cattabiani

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