Un San Valentino laico e inebriante

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Giorno di San Valentino 2015, a segnarlo, negli spazi di Villa Galnica, già Palazzo Tebaldini, non il rosa dei tanti fiori regalati dagl’innamorati di turno bensì quello del Valtènesi Chiaretto che, come previsto dalle norme per la vinificazione – Articolo 5 del Disciplinare di produzione – può essere immesso al consumo a partire dal 14 febbraio successivo alla vendemmia. Rosa che di anno in anno, ma è tendenza sovranazionale, è più scarico, quasi ad indicare anche visivamente un progressivo aumento dell’eleganza e della freschezza. Ne parlo con Alessandro Luzzago – Le Chiusure – attuale presidente del Consorzio Valtènesi e con altri produttori presenti come Paolo Pasini, Cristina Inganni – Cantrina -, Stefano Pietta… La sensazione, la mia quanto meno, è di un costante aumento del livello di questo vino che negli ultimi anni va mediamente allontanandosi da certi eccessi che nel passato hanno, ahimè, regalato vini troppo tondi, ricchi di sensazioni zuccherine e sentori di caramella alla fragola, forse allettanti per un pubblico alle prime armi ma in grado di stancare alla prima sorsata un palato appena attento ed allenato.

I Valtènesi Chiaretto assaggiati, il tutto non aveva, giustamente, un taglio severo e tecnico ma voleva essere una festa in onore del vino e dei suoi produttori, erano in linea di massima freschi, sapidi, di grande beva e più che discreta eleganza (non dimentichiamoci che l’annata sotto esame non ha certo incontrato i favori del tempo meteorologico). In bilico tra un nuovo corso di questo vino e un richiamo a prodotti più austeri dopo le «mollezze» di qualche passata stagione. Un vino che merita un posto al sole, distante da quell’immagine «né carne né pesce» che ancora alberga nelle menti di non pochi appassionati, talvolta anche di addetti ai lavori, della bevanda di Bacco.

Un vino capace di ottimi abbinamenti con un caleidoscopio di preparazioni, ne ho conversato con Regina Valzelli, responsabile marketing e comunicazione di Costaripa. Dall’italianissima pizza, specie ora con l’avvento delle pizze da degustazione o gourmet, contraddistinte, oltre che dalla cura nell’impasto, da farciture comprendenti pesce, molluschi, crostacei, salse, formaggi e verdure particolari, carni…, sino alle cucina esotica: piatti speziati o leggermente piccanti, sushi… O, tornando a piatti più consueti, carni fredde, prosciutto e melone… Senza per questo pensare ad un suo esclusivo utilizzo nelle stagioni calde, uno dei traguardi da raggiungere è senza dubbio la sua destagionalizzazione, basta trovare, e la cosa appare non certo improba, la giusta pietanza a cui accostarlo.

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A caratterizzare la denominazione è il vitigno a bacca rossa maggiormente legato a questa zona del Garda, da disciplinare «… I vini a denominazione di origine    “ Valtènesi” nelle tipologie rosso e chiaretto devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti composti in ambito aziendale da un minimo del 50% da vitigni Groppello (nei tipi “ Gentile” e/o “Mocasina”).» Ed è di fatto l’impiego di questo vitigno che conferisce alcuni dei tratti che assicurano l’identità di questo vino: c’è chi ha già pensato di verificare quali risultati si possano ottenere vinificandolo in purezza…

Naturalmente, siamo nel mondo reale, non sono tutte rose e fiori per il Consorzio e i suoi associati, a ribadirlo, smorzando un poco il clima di festa corroborato dalla presenza di Omar Pedrini, mi dicono intenditore ed appassionato di buon cibo e vino nonché convinto ambasciatore della Valtènesi e dei suoi prodotti, ci pensa l’intervento del Sindaco di Puegnago – è grazie al comune se più realtà del territorio possono usufruire di Villa Galnica – Adelio Zeni, che ha lamentato la frattura tra i tanti proclami e un certo disinteresse istituzionale per le indubbie difficoltà che stanno vivendo molti comparti agricoli ed agroalimentari della nostra provincia

Con il desiderio di poter incontrare in altre occasioni i protagonisti dell’evento, vorrei chiedere uno sforzo ai ristoratori bresciani d’ogni categoria (mi sento di escludere, in senso positivo, Gianni Briarava presente anche in questa occasione con ottime proposte che hanno accompagnato i bicchieri assaggiati) affinché offrano con maggiore convinzione il Valténesi Chiaretto, superando anche l’attuale coesistenza delle precedenti denominazioni, indubbiamente motivo di confusione per il consumatore finale, specie ora che lo stesso pare avviato su un percorso di progressivo e costante aumento della qualità.

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