Festival dei Sapori 2020

So che è del tutto obsoleto, nella comunicazione, iniziare con la definizione di un termine, ma tra vecchi amici l’approccio se non apertamente consentito è pienamente tollerato:

fèstival (alla fr. festivàl; raro festivale) s. m. [dall’ingl. festival ‹fèstëvël›, che è dal fr. ant. festival ‹festivàl› «festivo», lat. mediev. festivalis]. – 1. Festa popolare, spesso all’aperto, con musiche, balli, luminarie. 2. Serie di manifestazioni e spettacoli, musicali, teatrali, cinematografici, per lo più periodici: …

Ora, di questi strani tempi, ma non solo, scarterei la prima di definizione, ché musiche e balli non fanno certo parte di questa rassegna, soffermandomi sulla seconda, magari integrandola con l’onnipresente Wikipedia: «Un festival …, è un evento festivo, …, centrato su un certo tema.» e proseguendo sulla stessa fonte «Tale manifestazione è di solito a carattere periodico, normalmente articolata lungo un giorno solo o un periodo di tempo intorno ad una settimana, ed ha come tema la cultura o lo spettacolo. …  Durante lo svolgimento di un festival hanno luogo manifestazioni di vario tipo …, anche non strettamente correlate alla tipologia di festival. Per le caratteristiche suddette, il festival si differenzia pertanto: . dalla sagra, che ha come tema generalmente la valorizzazione di uno o più prodotti agroalimentari piuttosto che una disciplina artistica/espressiva;»

Non esistono a mio avviso contraddizioni, pur non mancando in questo Festival, anzi, la «valorizzazione di uno o più prodotti agroalimentari», ma prevale come tema la cultura, non solo perché è ormai ampiamente assodato che il cibo è cultura, ma anche per la presenza, e la prevalenza, di realtà consortili, ossia di unioni di persone e realtà, rispetto alla celebrazione di un prodotto, per quanto valido esso sia. Inoltre al suo interno c’è la manifesta volontà d’informare, di coinvolgere, indipendentemente dall’età, i bresciani in prima battuta, spesso concentrati su un nome, un marchio, un’etichetta, piuttosto che curiosi e desiderosi di meglio conoscere ciò che in fondo essi stessi sono, se non, quanto meno, il territorio in cui vivono.

Accanto a momenti più facilmente identificabili, centrali rispetto al senso della rassegna che nasce, siamo alla terza edizione ricordiamolo, quale momento di sintesi del progetto East Lombardy che vede oggi riunite non più come ERG – Regione Gastronomica Europea – momento iniziato e concluso nel 2017, le province di Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova, parlo delle presentazioni di alcune delle zone in cui è idealmente diviso il territorio bresciano, identificate dal titolo Un Territorio, Tanti Sapori, collocate nella fascia oraria che va dalle 18:00 alle 20:00, troviamo i laboratori dedicati ai bambini con le loro famiglie: Il Gusto Di Mangiare Insieme, che si svolgono dalle 16:00 alle 17:30 interamente gestiti dalla Condotta bresciana di Slow Food, e i tre incontri dedicati ad Arte E Food, il prima ieri sera con Alberto Gipponi di Dina, condotte da Davide Sforzini, storico dell’arte di Fondazione Brescia Musei, accanto ad altri, non pochi, momenti di degustazione e approfondimento dei prodotti bresciani e di piatti che li celebrano e utilizzano a cura di ristoranti, Associazioni e realtà del nostro territorio.

Ieri sera la prima giornata, con il laboratorio pomeridiano a cura di Slow Food a illustrare il «percorso» Dal latte al formaggio e la presentazione del territorio dedicato alla Valle Camonica. Quindici euro, lasciatemelo dire ottimamente spesi – specie se si pensa che tolte le spese vive il ricavato viene devoluto in beneficenza – se penso all’intervento di Abbi Molinari Carimati, la Signora delle erbe della valle, che dopo avere illustrato alcune erbe raccolte nella stessa giornata ha parlato di un «patrimonio storico da riscoprire» e di come serva tanta «competenza» per districarsi tra essenze inaspettate per usi e profumi ed essenze tossiche sino all’estremo grado. Se penso alla crescita, toccata con mano e palato, dei vini camuni illustrata da produttori, collaboratori e Presidente – Tino Tedeschi – del loro Consorzio Vini IGT, con un Griso di Scraleca, da uve Incrocio Manzoni con un tocco di Kerner, in grande spolvero, un Metodo Classico Brut, Cantine Monchieri, a base Chardonnay assolutamente piacevole (e che in cieca sorprenderebbe non pochi), un Riesling più che interessante di Cantina Concarena, un rosato da uve autoctone – non è più possibile chiamarle Erbanno – di Togni Rebaioli, un rosso biodinamico della Cantina Muraca…

Ed è arrivato a questo punto il piatto proposto dal Bistrot Domeneghini di Breno in rappresentanza dell’Associazione Ristoratori Camuni presentata dal presidente Fabio Scalvinoni: Caìcc, brodo denso al Brè, tartufo nero estivo dì Vallecamonica. Non suggestione, erano davvero squisiti. A chiudere idealmente questa parte della serata il direttore tecnico del Consorzio Silter DOP Oliviero Sisti che ha condotto i presenti lungo le vie del latte di Bruna che diventa uno dei più interessanti formaggi delle nostre valli, per poi concretizzare con una breve analisi organolettica e un assaggio di un Silter invernale di circa 18 mesi le potenzialità di questo ennesimo grande prodotto del territorio.

Sensazione, del tutto positiva è che le varie realtà della valle abbiano davvero iniziato quel percorso, a mio avviso unico, di collaborazione, di condivisione d’intenti: quel «fare rete» che spesso in passato è rimasta espressione priva di riscontri pratici e concreti.

La giornata si è conclusa con Alberto Gipponi che ha un poco stregato il pubblico, complice Davide Sforzini, con la sua innegabile capacità di eloquio, fatta non solo di forma ma di sostanza, leggera e complessa, auto-ironica e convinta al tempo stesso. Qui purtroppo ho pagato il dazio di un pesante agosto, privo di qualsivoglia stacco, con l’obbligo di abbandonare il Piazzale della Locomotiva per rientrare a casa e concedermi qualche ora di riposo. Il suo dolce, proposto come momento finale della giornata è stato un Gelato al latte di bufala, cialda di cagliata, pelle di latte, yogurt piastrato e brodo al fieno, sintetizzato in un Prima e dopo la bufala.

Oggi di turno Dall’Ape Al Miele per i laboratori con degustazione di Slow Food dalle 16:00 alle 17:30, la Franciacorta nella fascia 18:00 – 20:00 e per Arte E Food Alvaro Cerri, Ristorante Hotel Parco della Fonte e Mirto di Vallio Terme con una personale interpretazione di una tradizione torta bresciana. Cerri è cuoco pittore con studi presso la facoltà di matematica alla Cattolica, dalla personalità di assoluto interesse, probabilmente poco noto ai più giovani ma certamente figura ben conosciuta a chi ricorda i tempi della Casa di Bedizzole. Merita sicuramente la presenza, come la meritano tutte le iniziative previste sino a domenica 6 settembre nella tenda allestita presso il Piazzale della Locomotiva del nostro Castello.

L’accesso a tutte le iniziative, partendo dalle 16:00 sino alle 23:30 è unicamente su prenotazione, da effettuarsi utilizzando la E-Mail dedicata: festivaldeisaporibrescia@gmail.com o direttamente presso la struttura dove si tengono. I costi sono di 10 euro per Il Gusto di Mangiare Bene (bambini accesso gratuito), 15 euro per Un Territorio, Tanti Sapori, 10 euro per gl’incontri nell’ultima fascia oraria. Il numero rigorosamente osservato per le regolamentazioni vigenti è di 25 persone massimo.
In alcuni degli incontri sarò presente come moderatore/presentatore.

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