Trentacinque anni di coerenza. O del contrasto con i nostri tempi.

Sono un poeta | un grido unanime | sono un grumo di sogni | Sono un frutto | d’innumerevoli contrasti d’innesti | maturato in una sera
Giuseppe Ungaretti

Nessuna deviazione dal consueto percorso, se non quella dovuta all’inesorabile danza del tempo, ché sì, lui non guarda in faccia nessuno, non concede sconti di alcun tipo. Il caso o la necessità? Parafrasando, inutile invocare clemenza per questi miei altissimi riferimenti, il titolo del saggio di Jacques Monod, nobel per la medicina nel 1970, probabilmente entrambi, se penso a quanto scritto sulle ragioni del precedente post, in cui il protagonista dello scritto di oggi faceva già la sua comparsa. Lui è Marco Zuanelli, El Pastiser di Salò, locale collocato nella centrale Fossa, corrispondente a P.zza Vittorio Emanuele II che oggi, la pasticceria non il suo conduttore forte di qualche primavera in più, compie 35 anni.

Niente di particolare diranno in molti, viviamo in un paese dove tante attività vantano ben più lunghi percorsi… Assolutamente vero, diciamo che il parlarne in questo breve post è dovuto a un intricato insieme di motivi. Anche lui ha ceduto al fascino delle Luci della Ribalta, anche qui quelle di Cake Star – Pasticcerie in sfida, forte la tentazione di chiamarlo, di fatto un anno e poche settimane separano questo da quel momento, poi ha prevalso la decisione di affidare queste righe ai ricordi, alle sensazioni, non cronaca dunque. Resta il desiderio, forse lo esaudirò per mia personalissima soddisfazione, di chiedergli cosa gli sia rimasto di quella esperienza: affiora alla memoria qualche sua frase di non completa soddisfazione, di conclamato disincanto…

Diciamo invece che l’unirmi, non sarò stato certo il solo a fargli auguri in questa giornata, ai tanti che gli avranno inviato un messaggio, fatto una telefonata, risiede in buona parte nell’esperienza, che oggi ho in parte rivissuto, scorrendo i post della pagina Facebook dedicati alla Notte Fondente 2019, decima edizione, altro anniversario di cui si fregia questo scritto. Un pizzico di malinconia, chissà quando torneranno tempi in cui sarà possibile camminare tra una folla festosa e divertita, no non venitemi a dire che ne avete viste anche recentissimamente, parlo di ben altre situazioni, ben altra adesione e consapevolezza, un altro di soddisfazione per i non pochi complimenti, compresi quelli di Marco, ricevuti grazie alla gestione del social, unito al piacere di percorrere su e giù più volte, i percorsi che la componevano.

Ecco, specie duranti i mesi di preparazione, non pochi come forse alcuni immaginano, un evento di quel tipo conta su un «dietro le quinte» di non breve e facile composizione, ho imparato, giusto un poco a conoscerlo, e come per Bruno Andreoletti mi sono chiesto ma cosa ci azzecca un personaggio poliedrico, particolare e diretto come Marco con i canovacci di programmi così congegnati? Ma tirèmm innànz, parliamo piuttosto dei tratti che mi hanno incuriosito, come quelli da lui stesso vissuti più che raccontati: la notte pressoché insonne alla vigilia della prima edizione – davo per scontato che tutti sapessero come la nascita di quella manifestazione, oltre che all’appoggio dell’amministrazione gardonese, dove si svolge, e di una sua figura in particolare, si deve pressoché integralmente a un’idea Marco Zuanelli – i rialzi pressori che accompagnano costantemente i momenti precedenti di ogni edizione, il timore, la paura, che non tutto funzioni alla perfezione, come lungamente preparato.

Il suo quotidiano alzarsi prima di tutti per sorvegliare le ultime fasi della lunga lievitazione, e poi dell’attenta cottura, della sua, questa volta, viennoiserie, di cui va giustamente fiero. Il suo dilettarsi, ma dilettarsi forse non rende giustizia alla passione e ai risultati, del suo amore per la musica, la chitarra, l’entertainment che con parole e note è in grado di costruire e offrire. Il suo essere personaggio non facile, capace di grandi slanci, intime confessioni, per poi chiudersi in un silenzioso e sdegnato rifiuto, se sente di essere stato in qualche modo tradito, frainteso. Pochi grandi amori, ma la maggiore parte di questi fanno giustamente parte del suo privato, solo un accenno al grande affetto che da sempre lo lega all’ormai scomparsa mamma, ai suoi figli e alla compagna. Al pubblico consegna senza riserve quello per il suo lavoro, iniziato da tanti anni, presso le «botteghe di vari artigiani pasticceri», coronato di riconoscimenti come, per citarne giusto uno a cui è particolarmente legato: la Medaglia d’Oro con i colleghi gardesani ottenuta al concorso internazionale Gastro-Prag 90.

Trentacinque anni dicevo, da quel 28 febbraio 1986 in cui aprì, con la sorella Nadia, El Pastiser, allora in via Gasparo. Ora a collaborare, e si spera a costruire con lui un futuro che ci allontani da questi momenti, i figli Francesco e Cesare. Che augurare a Marco se non lunga vita, lunga presenza, non me ne voglia, nel laboratorio della sua pasticceria, ancora una, o due, o tre…? Edizioni della Notte Fondente, che a me sinceramente manca, magari in altre vesti o formati? Ci ritroviamo sempre egoisti nei confronti di certe figure, vorremmo non conoscessero momenti di sconforto, non incontrassero le difficoltà di questi ultimi anni, fossero sempre pronti a regalarci, per l’ennesima volta, briciole di dolce piacere.

Le immagini sono tratte dal sito, Atelier Fotografico Fabio Boschi, e dalla pagina FB della Pasticceria, quelle dedicate all’edizione 2019 della Notte Fondente dal lavoro di Nicolò Brunelli. Come sempre resto a disposizione per qualsiasi evenienza, attribuzione.
P.S.: una delle figure che oltre a essere presente con un proprio stand nei percorsi delle Notte Fondente ne è stata insostituibile componente dietro le quinte lotta in questi giorni contro questo virus arrivato per sconvolgere le nostre esistenze, per riservatezza non ne citiamo il nome ma a lui va il mio abbraccio virtuale come penso quello di tutte le persone idealmente presenti in questo post. Forza!

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