Un Tre Bicchieri per nonno Fausto

Sono trascorsi quasi 12 anni dal nostro primo incontro, era il gennaio del 2011 quando in una fredda giornata invernale m’incontrai per la prima volta con la famiglia Lazzari, sì con la famiglia perché poche volte come questa la sensazione fu di una coralità d’intenti, sia pure con le diversità dovute a carattere, età, formazione. Non mi serve ora improvvisare frasi ad effetto per rendere omaggio all’ennesimo riconoscimento ricevuto da questa cantina, basta andare a ritroso lunghe le pagine di questo blog per trovare Il vino che fa parte di una famiglia – I Lazzari a Capriano del Colle, dove appare, accanto alla mia allora confessata predilezione per i rossi di quel luogo, il termine «Bianchista», neologismo per indicare l’affezione opposta, aggettivo che indica la predilezione per una tipologia di vino che nelle osterie bresciane d’antan veniva puntualmente battuto dal rosso e si prendeva parziale rivincita solo nell’utilizzo per i progenitori dell’odierno Pirlo.

Sono trascorsi quasi 12 anni, tante cose sono cambiate, il Montenetto, sorta di palla d’argilla scagliata dal cielo in mezzo alla pianura è divenuto, dapprima lentamente poi con crescente velocità, dimora riconosciuta di vini interessanti, grazie al lavoro continuo del suo Consorzio e all’azione di alcune cantine che, in modo del tutto spontaneo, hanno guidato i suoi associati verso la strada dell’identità e della qualità. Tra queste, ça va sans dire, i Lazzari, che in quell’argilla hanno sempre creduto, così come nella potenzialità dei suoi vitigni, il Marzemino a primeggiare tra quelli a bacca rossa, la Turbiana tra quelle a bacca bianca. Da quest’ultima, oggi in purezza, nasce Fausto, omaggio al vertice anagrafico della piramide, che regala ancora imperturbato la sua presenza ai riti della produzione vitivinicola dell’azienda.

Fausto, Capriano del Colle DOC bianco dell’annata 2021 ha ricevuto i Tre Bicchieri del Gambero Rosso 2023, prima assoluta per un vino di quel rilievo a 14 chilometri dal capoluogo di provincia. E poco mi cale se ancora oggi qualcuno guarda con un filo di sospetto e sufficienza i vini della zona, se altri vagheggiano ancora, la gioventù che grande meraviglioso inganno, del Clinto e l’ambiguo fascino dei ricordi, ed altri ancora aspettano, cosa poi, che finalmente i vini della DOC Capriano del Colle siano degni dei loro scaffali, delle loro carte.

Ora il riconoscimento ufficiale esiste, nero su bianco, anzi permettetemi questo, oggi mi vanno i francesismi, jeu de plume, bianco su bianco, altri ne descriveranno, attingendo alle motivazione del Gambero Rosso o alle proprie conoscenze, i profumi, i sentori, il naso, le sensazioni retro olfattive, io che di Fausto ne ho bevuto non poco, altri tempi, mi limito a un ideale ma sentito abbraccio a Fausto, Giovanni, Dario, Davide, Giordano per questo che non vivo come traguardo ma come tappa, importante, gratificante ma pur sempre tale. E un poco in disparte, senza bisogno alcuno d’incensamenti, mi consolo con l’avere scritto, ormai di tempo ne è passato, queste parole «Nonno Fausto,”bianchista” irriducibile,  è l’inizio dell’avventura, il depositario della nostra passione e conoscenza» e mi conforto con il recente assaggio di Fausto Origini: zolfo e fumè, fiammifero spento, iodio, tratti della Turbiana evoluta, lieviti indigeni… Lunga vita ai Lazzari, Lunga vita al Montenetto.

Le immagini provengono dalla pagina Facebook e dal sito della Cantina Lazzari, come sempre resto a disposizione per qualsivoglia attribuzione o richiesta.

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