Castiglioni ha chiuso, viva Castiglioni

Non mi aggiungerò certo al coro delle ploranti prefiche, credo che Luigi Castiglioni non necessiti di ulteriori, virtuali, lacrime. In concreto oltre a parlare di lui, del suo storico negozio – meno di una manciata di anni gli avrebbe fatto raggiungere il secolo di vita – l’avevo scelto come fornitore ufficiale di carni suine, lonza,…

Insieme alla scoperta dei sapori bresciani

Niente nomi, dovrei menzionarli tutti e probabilmente ne dimenticherei qualcuno, nemmeno classifiche o punteggi che pur traducendo doti e attitudini non renderebbero il senso corale di questo percorso: Tecniche di progettazione e realizzazione di processi artigianali e di trasformazione agroalimentare con produzioni tipiche del territorio e della tradizione enogastronomica. Che uno deve prendere fiato prima…

Una Pasqua sottovoce in quel di Brescia

Pasqua è la festa più importante del cristianesimo ed è festa che riesce a sfuggire, più del Natale sicuramente, al tritacarne parzialmente inceppato del consumismo. Aiutano, non è sarcasmo, i tempi in cui viviamo, più attenzione, un poco più di rispetto in barba all’arcinoto proverbio nel trovarci, atei e credenti, seduti attorno a un tavolo….

E l’enogastronomia?

L’Italia da qualche anno continua a perdere posizioni nelle classifiche dell’attrattività turistica internazionale, Brescia, in linea, pare seguire questa tendenza come evidenziato sul relativo dibattito in corso durante l’ultima settimana. Recente l’intervento di Tino Bino, docente della Cattolica, apparso sulle pagine locali del Corriere della Sera sotto il titolo “Per una cultura dell’accoglienza” prontamente seguito…

Un anno di MadeinBrescia

Un collage, un mosaico se preferite, limitato dalla mia scarsa dimestichezza con Photoshop e dall’esigenza di assicurare un minimo di leggibilità al tutto, che d’immagini, di volti, avrei voluto metterne decine e decine. Questa precisazione la devo innanzitutto ai tanti assenti, alle tante piccole/grandi realtà che rappresentano il lato non replicabile, non omologabile della produzione,…

Un pranzo di Natale MiB

Sgombriamo subito il campo dagli equivoci, qui non troverete ricette o l’indicazione di piatti della tradizione più o meno modificati (ho le mie idiosincrasie, non come altri termini ma poco sopporto “rivisitati”), piuttosto una serie di proposte allineate seguendo  la sequenza logica di un pranzo. E’ quasi una provocazione, ad essere protagonisti sono i prodotti…

DeGustando la qualità, un’occasione persa (dal pubblico)

C’era l’ambientazione, Villa Mazzotti a Chiari, che conosco da quando cerco di non perdermi l’appuntamento annuale con la rassegna della microeditoria, c’erano i produttori, tanti,  di cui molti interessanti, c’erano i prodotti, davvero una sorpresa per chi non sospetta quante scoperte potevano essere fatte in un arco spazio/temporale contenuto, c’erano laboratori, possibilità di consumare un…

Un dolce simbolico

“… La stessa funzione aveva il pane funebre; e come la luna – segno di morte e di rinascita, di crescita e di decrescita – il pane assumeva le forme tonde , …” Piero Camporesi – La Terra e la Luna Ero indeciso se pubblicare ancora quanto raccolto agl’inizi di Novembre, ma MiB  è più…

Nel bosco degli alberi del pane

” … fu questo (XI-XII-XIII secolo), in molte zone dell’Europa centro-meridionale, il periodo di massima diffusione del castagno da frutto, … Il perché di questa scelta è piuttosto evidente: dalle castagne si può ottenere farina; … Non per niente lo chiamano –il castagno – albero del  pane .” Massimo  Montanari   –  La  fame e l’abbondanza…

Eccessi di culture

Nel 2004 Einaudi  pubblicava un volume di Marco Aime, docente di Antropologia culturale presso l’Università di Genova, dal titolo utilizzato per questo post. Conteneva, contiene,  molti spunti interessanti sul concetto di cultura o, più precisamente, sul presunto incontro dello stesso che afferma “A incontrarsi o a scontrarsi non sono culture ma persone […] Ogni identità…

Esiste un “cibo da strada” bresciano?

Per quanto mi è dato sapere non esiste un “cibo da strada” bresciano, o sì e magari se ne è persa la traccia nel tempo? E se davvero no, quali sono le ragioni? Iniziava da questa riflessione, necessariamente concisa come vogliono i limiti di una pagina facebook, una rapida sequenza di commenti, più di una…

Due cose, due parole, un filo (due) di malinconia.

Me la ricordo, eccome, quella vetrina traboccante di carni rigorosamente suine, era una sorta di inno al maiale declinato in un rosa abbondanza. Piedini, braciole, fette di lonza, fegati, rete, codini, carré interi, salami, cotechini, pancette, lardo … Indubbiamente scioccante per un vegano convinto, ma faceva, credetemi, festa. E dentro, se sbirciavi solo un poco,…