Microeditoria a Chiari – II parte

Come introduzione qualche dato e alcune riflessioni. In tre giorni circa 9.000 visitatori hanno apprezzato l’VIII edizione della rassegna clarense, 104 sono state le piccole e medie case editrici presenti provenienti da ogni parte d’Italia, oltre all’esposizione dei libri si sono svolti un’ottantina di appuntamenti e incontri, tra reading, dibattiti, momenti d’intrattenimento, laboratori per ragazzi. Tutto questo grazie al lavoro di 40 tra volontari e collaboratori di una manifestazione che ha visto, nonostante le difficoltà espresse da qualche editore come detto nel precedente post, un riaffermarsi del mondo della Microeditoria che ha dalla sua parte alcuni vantaggi competitivi e nuove possibilità di comunicazione e vendita in un attento utilizzo della rete e in particolare del web 2.0 . Interessanti i commenti di Isabella Bossi Fedrigotti, che ha evidenziato la maggiore elasticità e disponibilità della microeditoria rispetto alle difficoltà nel rapportarsi con i grandi editori, e di Lidia Menapace, che vede nei piccoli e medi editori la capacità e l’intenzione di andare oltre il concetto di libro come merce e di favorire quella pluralità d’informazione necessaria in ogni società evoluta.

 

 

Riprendiamo il percorso  per approdare ad una delle più conosciute realtà della microeditoria bresciana, qui non così micro, Massetti Rodella Editori ossia La Compagnia della Stampa – Roccafranca, Brescia – nel cui catalogo abbondano titoli dedicati al mondo bresciano, in particolare nella collana Tradizione e dialetti bresciani dove sono inseriti lavori già apparsi in MadeinBrescia come quelli di Riccardo Lagorio e  Carla Boroni dedicati alle tradizioni culinarie e ai prodotti della nostra provincia. Da citare, sempre nella stessa collana, i numerosi volumi che parlano quel dialetto bresciano che vorremmo fosse conservato il più possibile: come far morire un vernacolo che nelle tante sue sfumature dice talamore per ragnatele?

Altri incontri inaspettati, Marcello Zane di Liberedizioni – Castenedolo, Brescia – dopo aver letto i nomi presenti sul biglietto da visita di MadeinBrescia mi sorride e chiede cortesemente di salutargli Camilla Rossi (Cami fai conto di ricevere in questo momento quei saluti …). Tra le collane in catalogo BS64 “ Sessantaquattro pagine per conoscere la nuova Brescia … opere di sintesi rivolte a chi voglia conoscere un argomento poco noto, legato alla terra bresciana, con una prima visione di insiema, sintetica ma al tempo stesso rigorosa ed esauriente” ma anche Testi , una della modalità di azione della Cooperativa Area “che dedica intelligenze e risorse ai temi del disagio sociale, dell’immigrazione, del mondo giovanile in terra bresciana”. Mi attirano poi alcuni libri dal sapore latinoamericano che apprendo far parte di Croce del Sud collana della biblioFabbrica – Gussago, Brescia -, come m’informa Marco Pardo, che include ” letteratura  latinoamericana e africana tradotta per la prima volta in Italia”: uno sguardo su quella multiculturalità sempre più presente e con la quale è necessario aprire un dialogo, un confronto. Incroci e Città Altra che parlano di filosofia politica e diritto costituzionale completano l’attuale offerta dell’editore. Sul sito è scaricabile l’interessante manifesto (in francese) per la bibliodiversità.

Davvero tanta attenzione al mondo dialettale bresciano da parte di G.A.M. – Rudiano, Brescia – tra i collaboratori della rassegna, sia con una collana interamente dedicata alla letteratura dialettale con un titolo che emerge per richiesta, Bibbiù: frammenti biblici in dialetto bresciano di Achille Platto, che con altre proposte come ” I lügarì”, oltre alle numerose edizioni che parlano dei luoghi della nostra provincia in chiave artistica, storica o sociale, come il recentissimo Chiari in orbace. A parlarcene Giuseppe Mena membro della famiglia che regge questa realtà così fortemente legata al territorio.

Sono convinto che la maggior parte di quei 9.000 visitatori avrebbe voluto dedicare più tempo ai singoli editori, questa la mia esperienza, che parlare di libri con chi ne ha curato l’edizione, specie per alcune figure che trasmettono un senso di ” paternità” nei confronti dei “loro” libri, sia esperienza non comune e di grande impatto. Mi riprometto di tornare su questo aspetto con delle conversazioni dedicate a quei singoli editori che per materie trattate, disponibilità o personale feeling mi hanno sinceramente attratto.

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