Basterebbe una goccia

Basterebbe una goccia, un filo, di buon olio extravergine d’oliva per caratterizzare un piatto. Lo dico da tempo, senza tema di smentita, ne ho trovato conforto qualche giorno fa leggendo un articolo che in una sua parte faceva analoga riflessione, non lo cito semplicemente perché non ne trovo più l’indirizzo, mea culpa che altro dire….

Tra osterie e robot

Sarà capitato anche a voi… Scorrendo le decine di titoli che in pochi secondi si susseguono sulle liste dei social media di trovare, dettate dal caso, delle combinazioni capaci di catturare l’attenzione per la loro dissonanza o, ma è la stessa cosa, per la loro concordanza. Talvolta tragiche, altre comiche, sono uno dei tanti segni…

Pane e Sapori in Cattafame: il gusto della condivisione.

Seconda edizione di Pane e Sapori in Cattafame, poco per chi non con conosce luogo e rassegna, tanto per chi ha precisa idea del tutto. Quasi ossimoro l’unione visto, come si legge nel sito, che «Il toponimo Cattafame è ricorrente nelle cascine della pedemontana padana caratterizzate dai scarsi raccolti perché non servite dal sistema irriguo…

Ma cos’è questa osteria

Qualcuno si chiederà perché io insista nel citare questa Osteria: La Civichella di Silvano Baldassarri. Dal post datato 2013 non è cambiato certo l’indirizzo, non la ristretta carta delle proposte, forse il futuro dopo un incerto periodo affrontato «a muso duro» da Silvano, Slow Food l’ha inserita nella sua ultima guida, quella targata 2017, la…

La riscossa del Quinto Quarto

«Uno continua a lavorare in cucina perché i cuochi sono come il quinto quarto, quell’ossimoro di macelleria che significa scarto e inesistenza, l’unica parte dell’animale che dice se sai cucinare o no, se sai vivere o no. È facile vivere da filetto, da scamone. Solo un artista sa vivere da trippa, cervella, intestino, milza, o da…

Eppur si muove

Faccio sempre più fatica ad aprire le pagine della cronaca, caos, immobilismo, decadenza senza alcuna connotazione culturale o artistica. Tutti o quasi protestano, gridano, nessuno o pochi si assumono qualche responsabilità, molti le addossano ad altri, pronome indefinito di ampio ed attuale uso. Appena svegli al mattino verrebbe voglia di tirarsi le coperte addosso e…

Pegaso: del cavallo alato e del tempo ritrovato

Reduce dal bell’incontro con Valerio Massimo Visintin, l’occasione il parlare del suo Cuochi sull’orlo di una crisi di nervi per i tipi di Terre di Mezzo Editore, non potrei certo definire questo post una recensione, un corretto esercizio di critica gastronomica. Manca totalmente l’anonimato, anzi dichiaro pubblicamente, servisse, la mia amicizia nei confronti di Adriano…

Nuovo viaggio in Valle Camonica

Sostengo che, visti i tempi, preferiamo essere rassicurati che sorpresi, formula con al suo interno una sorta di scusante – i tempi appunto – pronta all’uso. Sia mai che, un esempio, qualcuno c’inviti a bere un Franciacorta che non rechi sul vetro della bottiglia quelle 3/4 etichette in grado d’infonderci un senso di placida serenità,…

La terza via (allo spiedo bresciano)

Mi era in qualche modo sfuggito il tempo per questo post sullo spiedo, occasione una serata voluta da Michele Valotti, cuoco e gestore della Madia di Brione, per celebrare attraverso una sua interpretazione il più simbolico piatto bresciano. Ma un appunto di Marino Marini – ancora suo a mio avviso uno dei più felici contributi…

Di gamberi e proprietà intellettuali.

«… qualora un ristoratore o cuoco inventi un piatto originale ed elaborato nessuno altro che l’inventore è autorizzato ad utilizzare la ricetta di conseguenza, prima che un anno sia passato, in modo tale che l’inventore abbia il diritto esclusivo di ricavare un profitto da esso all’interno del suddetto periodo, e questo in modo da indurre…

Di chilometri e di comodità

Aborro, ho in orrore alla Mughini, la maggior parte delle etichette che vogliono liquidare mondi con poche, solitamente due, parole. A questa mia idiosincrasia non poteva sottrarsi il «km 0» della ristorazione o, meglio, l’uso che certa ristorazione ne fa ancora adesso. Si sottrae quindi l’immagine che riporta il piccolo manifesto presente, almeno un tempo,…

La strana coppia

Per chi minimamente mastica di cinematografia «La strana coppia» (The Odd Couple), film del ’68 diretto da Gene Saks, richiama senza esitazione alcuna i volti, e la bravura, di Jack Lemmon e Walter Matthau. La nostra «strana coppia» è formata da Adriano Liloni e Ludovico Cominardi, coppia di recente formazione, ancora intenta ad annusarsi reciprocamente per…