Collaboratore formato cercasi

Nonostante la forzata interruzione di alcune mie attività, continuo con modi diversi a interessarmi al mondo della ristorazione, sarà diventata sorta di dipendenza, lentamente insinuatesi nel corso di non pochi anni. Così mi hanno colpito le parole di un amico, mi permetto, conoscendolo, di utilizzare questo termine di là dagli effettivi tempi di frequentazione che qualche giorno fa esprimeva su uno dei social più diffusi una sua idea, più correttamente una sua proposta per affrontare l’ormai cronico malessere sulla preparazione media delle figure che iniziano il loro percorso in questo non certo facile percorso. Orari, condizioni, rimozione di pressoché ogni comandata festività… Qui mi fermo perché entreremmo, ci mette in guardia anche lui, in altri e probabilmente ancora più complessi problemi.

Due parole di presentazione prima di lasciare che sia direttamente lui a esprimersi, naturalmente con il mio ringraziamento, sul tema. Roberto Peschiera, nome e cognome, una vita, esattamente 22 anni e 7 mesi come Ispettore della «Rossa», la più famosa guida della ristorazione mondiale, poi consulente e formatore nel campo del Food&Beverage, ruolo che riveste ancor oggi sia pure nei tempi, si spera, più comodi e dilatati del pensionato tuttora «operativo». Non sono venuti meno i suoi tratti caratteriali, le sue convinzioni, il piglio deciso con il quale affronta le cose che gli piacciono e, soprattutto, quello che non gli piacciano affatto: una per tutte l’organizzazione che sta dietro le quinte di uno dei portali di recensioni – concediamolo questo status, anche se entrambi di quel termine abbiamo considerazioni ben diverse – maggiormente conosciuti dal grande pubblico: TripAdvisor. Fondatore, a tale proposito, del gruppo Gufo, No grazie e protagonista in diverse situazioni che hanno visto tale realtà in ruoli non propriamente felici.

Nel mondo dell’Ospitalità, mai come in questo periodo, si raccolgono lamentele a proposito delle conoscenze e delle competenze/capacità che chi cerca Collaboratori riscontra nelle nuove leve. Avendo visto e vissuto tempi migliori, (ma chissà se poi lo erano davvero?) ho lanciato un sasso con l’intento di focalizzare l’attenzione su quello che davvero viene recepito con il grave problema che si chiama FORMAZIONE da molti imprenditori definita inutile oltre che eccessivamente costosa e allora, ecco la mia proposta, ripresa  nel tempo e da tempo.

Io continuo a riproporre…

Tempo fa, un po’ provocatoriamente, avevo lanciato una proposta. Chiedevo perché tante aziende, in ambito merceologico alimentare e di attrezzature, che investono in pubblicità più o meno produttiva, o elargiscono somme notevoli sotto svariate forme (vedi Consorzio Grana Padano, una per tutte, che dispone di budget importanti (25 milioni di €), non devolvono il 10% di queste somme alla «formazione» dei futuri cuochi e camerieri (non solo alle private elitarie già ben pasciute), nell’ottica di procacciarsi futuri potenziali clienti e in fondo fruitori dei loro prodotti e/o servizi. Il settore tutto ne trarrebbe vantaggi immensi. Ovviamente tali «donazioni» dovrebbero essere fiscalmente detraibili o comunque agevolate. Rilancio, chissà mai che stavolta non abbia miglior fortuna.  Oh, io insisto eh, magari prima o poi… #conpochesperanze

P.s.  quanto all’altro argomento caldo di questo periodo, contratti e stipendi, lì servirebbe la bacchetta magica di Mago Merlino.
Roberto Peschiera

L’idea non mi pare affatto peregrina: aziende, associazioni, consorzi, che hanno legami più o meno diretti con il mondo della formazione del settore, che saranno giocoforza interlocutori di chi ha deciso, anche qui il discorso prenderebbe pieghe non certo esauribili in un post, di svolgere precisi ruoli nel mondo della ristorazione, dell’ospitalità, si farebbero virtuosamente carico di migliorare, mediati da altre figure e situazioni, quelle conoscenze di base che sono ormai irrinunciabili ai nostri giorni e in un paese che continua a proclamare, altra digressione che darebbe stura a fiumi di parole, come l’accoglienza in senso esteso, sia cardine irrinunciabile della sua attrattività nei confronti del turismo nazionale e internazionale. Con questo non voglio certo negare l’esistenza di attività, progetti e sponsorizzazioni in atto, ma il costruire qualcosa di più continuo, strutturato e riconosciuto.

Chissà questo omeopatico contributo colpisca l’attenzione di qualcuno in grado di dare concreta risposta e sia l’inizio di tante piccole/grandi collaborazioni che ho sempre auspicato: ribadisco la mia disponibilità, restando in tema, a ospitare chi ne fosse interessato.

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