Nella Polvere Rossa

Solo un consiglio di lettura e una conseguente “promozione” di un piccolo, nelle dimensioni, libro: Nella Polvere Rossa – Racconti da Ciudad Dorada di Paolo Romagnosi edito dalla bresciana GAM. L’occasione, il libro l’avevo già acquistato ad una delle sue prime presentazioni e  conseguentemente letto “d’un fiato”, la sua presenza tra i titoli che partecipano al concorso MICROEDITORIA DI QUALITA’ su  Anobii, social network dedicato ai libri,  inserendo il titolo nella barra di ricerca e cliccandone poi la copertina ne aprirete la relativa scheda, dove, se vi siete registrati al social network – procedura rapida e indolore, potrete esprimere il vostro apprezzamento e, se volete, lasciare un commento.

Alcune ragioni per farlo, e naturalmente per acquistare o comunque leggere il libro. Paolo è una “bella” persona, schietta, complicata e tormentata quel che basta, Nella polvere rossa è un insieme di racconti frutto di oltre tre anni passati come volontario internazionale in una delle città più violente dell’America Latina: Ciudad Dorada, praticamente una miniera a cielo aperto dove l’oro viene estratto “sciogliendo” la terra con potenti getti d’acqua, e la sua polvere ricopre ogni cosa, uomini, case, donne e sogni. Il libro dovete aprirlo, un filo ne fissa la copertina, potete anche tenerlo come solo oggetto perdendo però in questo modo l’opportunità di calarvi in un dimensione umana narrata senza compiacimento e a noi più vicina di quanto possiamo immaginare.

Dalla presentazione di Cristina Mosca “Questo libricino va letto reggendosi ai bordi. Affrontarlo vuol dire trovarsi risucchiati in un non-luogo, come lo definisce lo stesso Paolo Romagnosi, appiccicoso di sudore e odori forti, impregnati di una scrittura vischiosa e concreta, dura, che tra i fumi dell’ennesima sigaretta restituisce percezioni sensoriali al vuoto quotidiano di senso. Gli aneddoti e le storie di vita puntellano paesaggi polverosi e secchi d’amore, che vivono in simbiosi con i loro abitanti come scenografie di cartone da cui ritagliare le forme dei personaggi: è dalle loro viscere che sbucano i protagonisti, dalle notti pesanti come un rimorchio. La scrittura non poteva essere diversa da questa, dolorosa e forte della presenza di due ingredienti imprescindibili: una motivazione molto forte e un’esperienza di volontariato così intensa che chi lo vive ha bisogno di scaricarla su pagina, mano a mano. Nella solitudine le emozioni possono sopraffare e l’empatia può provocare effetti collaterali. Occorre un severo gioco di equilibri interni per non cadere nella spersonalizzazione o addirittura nella saturazione. Ogni tanto occorre risalire a prendere una boccata d’aria”.

Buona lettura.

Le foto di Paolo e della copertina del libro sono state “rubate” dalla sua pagina facebook

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